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Cover of I cigni di Leonardo
Cover of La bambola che dorme
  • Triplo carpiato con avvitamento

    Ottimo 'livello di difficoltà' per questo thriller che si fa leggere con piacere e regala inattesi colpi di scena. Inattesi, fino a un certo punto, perché se il cattivo muore e ci sono ancora più di cento pagine, qualcosina ci se l'aspetta sempre... Ma non è colpa di nessuno, bisognerebbe inventare ... (continue)

    Ottimo 'livello di difficoltà' per questo thriller che si fa leggere con piacere e regala inattesi colpi di scena. Inattesi, fino a un certo punto, perché se il cattivo muore e ci sono ancora più di cento pagine, qualcosina ci se l'aspetta sempre... Ma non è colpa di nessuno, bisognerebbe inventare un libro di cui non sarebbe possibile conoscere il numero di pagine rimanenti! ;-)
    Un'altra piccola nota tecnica che rende i colpi di scena un po' meno inattesi è l'uso della sospensione. Se per tutto il romanzo si narra tutto per filo e per segno, ma si buttano qua è là un paio di situzioni 'in sospeso' va da sé che il lettore si aspetti colpi di scena proprio in riferimento a quelle situazioni.
    Ma sono quisquiglie. Rimane un romanzo ben costruito, con un ottimo ritmo e una tensione crescente. Insomma, c'è tutto quello che ci si aspetta da un buon thriller.
    Quello che non c'è, è l'innovazione. Comincio ad avere il sospetto che nello specifico genere (thriller) si sia già scritto tutto lo 'scrivibile'.

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    Posted on Nov 27, 2009 | Add your feedback

Cover of Parigi era solo uno sfondo
  • 1 person find this helpful

    Breve storia d'amore tra il poeta Alessandro Poerio e la nobildonna Lauretta Parra. Preciso quadro d'epoca romantica, tra amori e sommosse (da salotto).

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    Posted on Nov 21, 2009 | Add your feedback

Cover of Astri di paura
  • 2 people find this helpful

    Tre e mezza

    Per qualche strano scherzo del destino, mi è capitato di leggere questa raccolta di racconti proprio nel periodo di Halloween.
    Mai accostamento risultò più gradito. In effetti in questa raccolta ci sono le classiche storie 'da notte di Halloween', quelle da raccontare a luce spenta e una torcia ... (continue)

    Per qualche strano scherzo del destino, mi è capitato di leggere questa raccolta di racconti proprio nel periodo di Halloween.
    Mai accostamento risultò più gradito. In effetti in questa raccolta ci sono le classiche storie 'da notte di Halloween', quelle da raccontare a luce spenta e una torcia puntata sul viso, dal basso verso l'alto (ci siamo capiti, no?).
    I protagonisti dei nostri peggiori incubi ci sono tutti: diavoli, vampiri, streghe (soprattutto streghe); l'effetto è assicurato, anche perché tutti questi 'mostri' vengono inseriti in contesto contemporaneo e ciò rende più 'vicine', quindi più inquietanti, le storie che sono legate da due tematiche principali: la vendetta e le nefaste conseguenze della bramosia (di potere, sesso, successo e quant'altro).
    Inoltre sono storie molto 'cinematografiche'; le vedrei precise come sceneggiature di un'altra serie del vecchio Zio Tibia (i 'vecchietti' come me se lo ricorderanno).
    Un'altra nota di merito va alla scrittura, che si nota molto precisa e rivela una certa attenzione oltre che nella stesura, anche nella correzione (che la 0111 non fa correzione bozze, stavolta non se ne accorgerà nessuno).

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    Posted on Oct 28, 2009 | Add your feedback

Cover of Werewolf
  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Questa è una storia dai colori classici, richiama i sapori di Stoker&Co.
    La bella e giovane Kateleen si trova a dover incontrare lo scontroso 'cugino' (le virgolette ad indicare una parentela non di sangue) per questioni di eredità. Lo troverà arroccato nel proprio castello che incombe su un pi ... (continue)

    Questa è una storia dai colori classici, richiama i sapori di Stoker&Co.
    La bella e giovane Kateleen si trova a dover incontrare lo scontroso 'cugino' (le virgolette ad indicare una parentela non di sangue) per questioni di eredità. Lo troverà arroccato nel proprio castello che incombe su un piccolo villaggio abitato da gente alquanto intimorita dalla misteriosa figura di sir Johnatan, tormentato da una misteriosa malattia.
    Superstizione o realtà? La giovane Kateleen dovrà fare i conti con la complessità dell'animo umano, coi torti e le ragioni che non sembre si riescono a 'distribuire' con leggerezza.
    Dei tre che ho letto di quest'Autrice è quello che incontra di più il mio gusto, sia come 'tema' che come ambientazione. Ottimo 'romantichorror'.

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    Posted on Oct 2, 2009 | 2 feedbacks

Cover of La vendetta di Etienne
  • 1 person find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Proseguono le peripezie della coppia meglio assortita della Francia a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, che vede 'scoppiare' buona parte delle altre coppie 'comprimarie'. Infatti, mentre Alain è impegnato col processo ai negrieri (cfr. capitolo precedente), sia il fratello di Juliette, sia l'ami ... (continue)

    Proseguono le peripezie della coppia meglio assortita della Francia a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, che vede 'scoppiare' buona parte delle altre coppie 'comprimarie'. Infatti, mentre Alain è impegnato col processo ai negrieri (cfr. capitolo precedente), sia il fratello di Juliette, sia l'amico di sempre del conte, il dott. De Blegny, vanno incontro a seri problemi di coppia con le rispettive consorti.
    Il processo subisce un rinvio, causa bomba che straordinariamente risparmia il conte De Soisson (i bookmaker davano 5 a 1 la perdita dell'altro braccio) e becca in pieno l'amico e sottoposto Etienne. Questa volta è lui a perdere un arto.
    Etienne la prende alla Mourinho (trad. poco sportivamente) e decide di farsi giustizia da sé. Infatti sospetta che il mandante della bomba sia l'armatore della nave sotto processo, per cui lo sfida a duello e lo batte pure, ferendolo ad una gamba. Ovviamente, come militare della Marina, sarà punito (vagamente, per intercessione di Alain) per il suo comportamento.
    Intanto il conte De Soisson vende il suo castello, guadagnandosi l'ira dello zio e viene a conoscenza di altri particolari riguardo alle misteriose leggende di cui la sua famiglia è protagonista: spunta un'antenata scozzese, il che spiegherebbe il carattere impetuoso di Alain. Ma a questo punto, oltre al carattere impetuoso, Alain dovrebbe avere anche una forte passione per il whisky, cosa non rilevata nel testo. (Battuta penosa, lo so.)

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    Posted on Sep 29, 2009 | Add your feedback

Cover of Se una notte d'inverno un viaggiatore
  • 2 people find this helpful

    Dieci racconti (per pretesto narrativo fatti passare per incipit di altrettanti romanzi), intessuti nella trama di un romanzo. Idea originale, concretizzata magistralmente. Chapeau.

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    Posted on Sep 15, 2009 | Add your feedback

Cover of Nove racconti
  • Nove racconti 'da manuale'.

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    Posted on Aug 31, 2009 | Add your feedback

Cover of Rumble Tumble
  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Premesso che trovo questo romanzo molto divertente, come tutti quelli della serie Hap&Leo, per i dialoghi alla spaghetti western e le avventure sempre colme di personaggi memorabili, questa volta do solo un paio di stelle perché mi s'è guastata la lettura sul finale.
    Voglio dire, va bene che un ... (continue)

    Premesso che trovo questo romanzo molto divertente, come tutti quelli della serie Hap&Leo, per i dialoghi alla spaghetti western e le avventure sempre colme di personaggi memorabili, questa volta do solo un paio di stelle perché mi s'è guastata la lettura sul finale.
    Voglio dire, va bene che un pizzico di surrealismo iperbolico nel noir ci sta sempre bene, ma se alle ultime pagine i nostri eroi si trovano circondati da un esercito della malavita texana, non puoi toglierli dai pasticci con un colpo di bacchetta magica. Cioè fanno una scommessa, se Leo riesce a stendere il più grosso di loro, avranno la vita salva, dopo tutto il casino che hanno fatto, tra sparatorie, incursioni, ammazzamenti vari. Ovviamente Leo stende il cattivo e... il boss della malavita richiama il suo esercito e li lascia andare, così... tranquilli. Fine.
    Oramò... è chiaro che uno ci rimane male. Che cavolo di finale sarebbe?
    No, no... non mi piace... mi ha rovinato tutto! E dire che il romanzo, almeno fino al finale, mi era piaciuto un sacco.

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    Posted on Jul 26, 2009 | Add your feedback

Cover of I pugnalatori
  • 2 people find this helpful

    Sciascia ci descrive con taglio quasi giornalistico uno dei primissimi esempi di "strategia della tensione", dimostrandoci quante antiche siano le sue radici (della strategia della tensione). Infatti siamo nel 1862, a un anno appena dalla creazione del Regno d'Italia, quando la sera del primo ottobr ... (continue)

    Sciascia ci descrive con taglio quasi giornalistico uno dei primissimi esempi di "strategia della tensione", dimostrandoci quante antiche siano le sue radici (della strategia della tensione). Infatti siamo nel 1862, a un anno appena dalla creazione del Regno d'Italia, quando la sera del primo ottobre tredici persone vengono accoltellate quasi simultaneamente in altrettanti punti di Palermo. Toccherà al magistrato di turno scontrarsi col potere del Potere.
    Nessuna sorpresa nel finale. È l'Italia, bellezza!

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    Posted on Jul 23, 2009 | Add your feedback

Cover of La versione di Barney
  • 14 people find this helpful

    Prendete un po' dell'ironia di Fante...
    Fatto?
    Adesso prendete un po' dell'irriverenza di Bukowski...
    Fatto?
    Aggiungete un pizzico di struggente disperazione milleriana...
    Ed ecco a voi La versione di Barney, la risposta canadese al romanzo americano post war dream ... (continue)

    Prendete un po' dell'ironia di Fante...
    Fatto?
    Adesso prendete un po' dell'irriverenza di Bukowski...
    Fatto?
    Aggiungete un pizzico di struggente disperazione milleriana...
    Ed ecco a voi La versione di Barney, la risposta canadese al romanzo americano post war dream.
    Seppur di intensità attenuata, questo romanzo regala tutti i pregi dei maestri sopra citati e un personaggio - se non originale - pur sempre divertente, ironico, commovente, dissacrante.
    E vivo. Pagine come vene in cui scorre vita, pazza, sconsiderata, dissoluta. Un inno all'Uomo, così com'è.

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    Posted on Jul 20, 2009 | 3 feedbacks

Cover of Juliette al bivio
  • 3 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    In questo commento è presente un linguaggio piuttosto colorito. Qualora riteniate che la cosa possa distubarvi, vi consiglio di non proseguire con la lettura.

    Proseguono le avventure di Alain e Juliette.
    Alain ormai è abbastanza anzianotto, mentre Juliette, nel pieno della sua maturità, s ... (continue)

    In questo commento è presente un linguaggio piuttosto colorito. Qualora riteniate che la cosa possa distubarvi, vi consiglio di non proseguire con la lettura.

    Proseguono le avventure di Alain e Juliette.
    Alain ormai è abbastanza anzianotto, mentre Juliette, nel pieno della sua maturità, sviluppa e precisa le proprie idee politiche in antitesi a quelle del vissuto consorte.
    Così capita che Juliette sia costretta a nascondere in casa il vecchio amico rivoluzionario Dolmancé, di nascosto dal marito. L'inganno però verrà scoperto e l'ira del conte Alain si abbatterà sui due sprovveduti. Soprattutto su Juliette, per la precisione. Dopo aver... ehm... "punito" Juliette, Alain però non denuncia il vecchio amico e lo manda a rifugiarsi nella sua (di Dolmancé) casa di campagna. Intanto Nicolas e la bella Halima proseguono la loro vita matrimoniale scontrandosi con i primi problemi "culturali". Infatti cominciano le prime discussioni sull'educazione religiosa dei figli: battesimo o circoncisione. In questo frangente Nicolas si dimostra un vero genio, rimandando la decisione agli stessi bambini, che dovranno decidere una volta cresciuti. Già immagino la scena: "Be', adesso che siete cresciuti, volete un taglio sull'uccello o un po' d'acqua sulla testa?". Gli ormai adolescenti figli di Nicolas si guarderanno un po' tra di loro e con ogni probabilità diranno: "La scelta è molto difficile, ma mi sa tanto che ci battezziamo, va!".
    E Nicolas potrà dire ad Halima: "Eh, cara, io non c'entro... hanno scelto loro". Un genio.

    Nella seconda parte, Alain - deciso a non farsi vincere dalla tipica "noia del pensionato" - s'infiltra (per conto della marina francese che non riesce a tenere a bada i contrabbandirei) su una nave che trasporta schiavi. Naturalmente riesce a far arrestare i negrieri, anche se riporta a casa l'ennesimo "ricordino": una marchiatura a fuoco. Nel frattempo Juliette, in apprensione per l'ormai anziano marito........ va a donne.

    In questa nuova puntata di Alain e Juliette, abbiamo imparato alcune cose. Prima, la cioccolata è buona. Per un sacco di motivi.
    Seconda, non far arrabbiare il conte De Soisson: reagisce in maniera spropositata, e ogni scusa e buona per farsi fare un pompino. Per conto mio, vedrò di non contrariarlo mai.
    Terza, i negrieri, oltre ad essere negrieri, sono piuttosto sciocchini. Alain si presenta con nome e cognome veri, con tanto di "curriculum" e loro... lo imbarcano. È come se un poliziotto andasse da uno spacciatore e gli dicesse: "Salve, sono il commissario Maigret, mi venderesti una chilata di cocaina?". E lo spacciatore rispondesse: "Certo, sto qui apposta!". Uno spacciatore così non farebbe molta strada. Neppure se fosse un negriero.

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    Posted on Jul 6, 2009 | 3 feedbacks

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