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- Olive Kitteridge (10)
- By Elizabeth Strout
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Reading since Nov 27, 2009
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- Back When We Were Grownups (8)
- By Anne Tyler
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Finished on Nov 21, 2009




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- The Blind Assassin (35)
- By Margaret Atwood
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Finished on Oct 20, 2009




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4 people find this helpful



The Blindfolded Reader -
Non avevo mai letto la Atwood e, incuriosita - non so se mi basterà una vita per soddisfare tutte le mie curiosità letterarie - ho iniziato a leggere questo librone in lingua originale - arrivato dritto dritto dall'Inghilterra - e gli occhi mi si sono riempiti di meraviglia: le parole scivolano una ... (continue)
- — Oct 25, 2009 | 2 feedbacks
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- Hotel World (2)
- By Ali Smith
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Finished on Jun 5, 2009




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4 people find this helpful



Voyeurismo Letterario -
Leggere questo romanzo è come spiare dal buco della serratura per poi accostare l'orecchio sulla superficie fredda della porta chiusa.
Le donne che popolano i capitoli di questa storia non conoscono i fatti nella loro interezza, non riescono a vedere i fili che le legano inesorabilmente alle a ... (continue)
- — Jun 6, 2009 | 1 feedback
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- Disgrace (24)
- By John Maxwell Coetzee
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Finished on May 10, 2009




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3 people find this helpful



Il peso della verità rende soli -
Rileggendo questo libro in lingua originale lo sento ancora più mio.
Colgo nuovi spunti di riflessione.David non ammette di aver sbagliato perchè il desiderio è un istinto naturale, e come tale non può essere giudicato nè tantomeno punito.
David si ricorda del cane dei vicini che ve ... (continue) - — Apr 23, 2009 | Add your feedback
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- The Penelopiad (4)
- By Margaret Atwood
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- The Handmaid's Tale (67)
- (Contemporary Classics)
- By Margaret Atwood
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- Me Talk Pretty One Day (92)
- By David Sedaris
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- Gilead (26)
- A Novel
- By Marilynne Robinson
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- The Corrections (33)
- By Jonathan Franzen
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- Grotesque (1)
- By Natsuo Kirino
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- What I Loved (2)
- By Siri Hustvedt
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Back When We Were Grownups
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Mi piace la scrittura di Anne Tyler: una scrittura discreta che, con frasi semplici, riesce a comunicare sensazioni complesse; non è da tutti riuscire a dosare così bene la concretezza delle parole, evitando di nascondersi dietro barriere fatte di astrazioni.
Rebecca è una cinquantenne insoddi ... (continue)
Mi piace la scrittura di Anne Tyler: una scrittura discreta che, con frasi semplici, riesce a comunicare sensazioni complesse; non è da tutti riuscire a dosare così bene la concretezza delle parole, evitando di nascondersi dietro barriere fatte di astrazioni.
Rebecca è una cinquantenne insoddisfatta; rimasta vedova, deve occuparsi dello zio del marito, un arzillo vecchietto ormai centenario, e dell'attività di famiglia: la "Open Arms", specializzata nell'organizzazione di feste per ogni occasione.
Rebecca ha 3 figliastre (Patch, Biddy e NoNo) e una figlia (Min Foo), eppure sente che la sua vita ormai non ha più senso: non riesce in alcun modo a sentirsi parte integrante della famiglia Davitch, nel suo cuore continua a considerarsi come l'ultima arrivata.
Pensare al futuro spesso ci riporta al passato: quando Rebecca conobbe Joe, l'uomo che sarebbe diventato suo marito, era fidanzata con Will Allenby: un ragazzo riservato, abitudinario, introverso: l'esatto opposto del suo futuro sposo!
Come sarebbe andata se fosse rimasta con Will?
L'incontro con Will illumina gli spazi bui della sua memoria: Rebecca aveva un'immagine di sè molto diversa da quella che Will ha custodito nei suoi ricordi; rivedersi attraverso gli occhi del suo primo ragazzo l'aiuterà a riconoscersi per quella che è adesso.
Quante volte ci capiterà di cambiare nella vita?
Quante volte, inconsciamente, ci comporteremo diversamente dal solito per assomigliare a chi amiamo?
Chi siamo noi? Siamo quelli che eravamo a 20 anni o quelli che saremo a 50?
Queste domande potrebbero confonderci e stordirci, ma nel profondo ognuno di noi sa che è impossibile - per nostra fortuna - restare sempre uguali a sè stessi: la nostra identità si scontra inevitabilmente con diverse personalità, ne assorbe qualche sfumatura e la fa sua: è normale e ci rende più interessanti e meno prevedibili.
Come Rebecca, ognuno di noi è alla ricerca del proprio posto nel mondo: di un'identità che sia determinata e riconosciuta dalle persone che ci circondano; a volte ci sembrerà che, quello che stiamo interpretando, non sia il ruolo giusto per noi e avremo voglia di tornare indietro per scegliere una parte alternativa, ma credo che, in ogni caso, ci ritroveremo ad interpretare la parte che più ci si addice: saremo sempre e comunque noi stessi.
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