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[Storie del ghetto] Incontri metropolitani

Ciao amici del Ghetto.. più frequentato di anobii :))
Vi invito a condividere incontri, facce, persone, situazioni di ordinaria solitudine, di follìa composta o al contrario esibita in metropolitana, nei parchi, nelle strade del centro o nei vicoli della periferia.
Magari c'è un bambino che vi ha sorriso mentre eravate tristi oppure una coppia di fidanzatini giovani e innamorati che vi ha fatto sognare.. oppure..

Emily | Jul 7, 2009 Report abuse

Mi piace iniziare parlando di una "barbona", una signora che viveva nel parco dove vado a passeggiare. La incontravo spesso.. silenziosa.. non chiedeva mai nulla.. sempre in compagnia dei suoi cani.. e poi , di pomeriggio rientrava nel suo angolo, con materassi,cartoni e la cuccia per i suoi amici a quattro zampe. Non l'ho mai vista chiedere l'elemosina. Istintivamente non le ho mai rivolto la parola.. guardavo con un po' di timore i sei cani che la seguivano, come una scorta premurosa.
Un inverno stavo raccogliendo dei ciclamini che non mancavano mai nel suo "angolo" e lei, mi ha detto "prego , signora, ne prenda quanti ne vuole.. vuole una busta?" Come se stessi raccogliendo dei fiori nel giardino della sua casa.. l'ho salutata e ringraziata e sono andata via con la sensazione che mi avesse dato una lezione di grande dignità.
Ho saputo che è stata investita,tempo fa mentre rientrava dai suoi giri, vicino al parco. Da quel momento, non so perché.. non ci sono più ciclamini nel suo angolo..

Emily | Jul 7, 2009 Report abuse

Io potrei raccontare un aneddoto che mi è successo al lavoro...

Piccola premessa.

A seguito di "riorganizzazione" del personale, io con altri colleghi, siamo stati trasferiti in altra sede, dove timbriamo e poi rientriamo nelle rispettive sedi iniziali (quelle di contratto!).

Naturalmente le cose non vanno, ed io, quando le cose non vanno, lo dico chiaro e tondo, ma propongo anche soluzioni!

Un giorno, incrocio il dirigente sul corridoio che mi fa: "Lunedi prossimo, potete salire e fare il laboratorio!" alchè io gli dico: "Ok, no problema, ma il materiale c'è tutto? Non è che mancano prolunghe o cavi e poi perdiamo una o più mattine per nulla?!" lui: "Ecco! Lo so io che remate contro, che per un cavo che manca fate le rivoluzioni!!" ed io "Bhè, se le rivoluzioni ci vogliono, ci vogliono!" e lui, con sorriso sotto i baffi da chi la sa lunga, ed anche in modo altezzoso fa "State attenti che a fare le rivoluzioni dal basso, poi arriva la bomba atomica dall'alto!" (come per dire, piegati a 90 e fai quello che ti dico io!), lo guardo e rispondo: "L'ultima rivoluzione che han fatto in Francia, han creato la Repubblica ed ai capi han tagliato la testa!!!"

Chissà perchè se n'è andato via a capo chino e con il viso rosso!

Samuel | Jul 7, 2009 Report abuse

Negli ultimi giorni mi hanno colpito due bambine.

Una piccola, magrolina, sui sei anni accompagnava la nonna a fare la spesa al mercato. All'improvviso si è fermata in un'aiuola, ha abbracciato il tronco di un grosso salice e ha detto: "Ti voglio tanto bene".

La seconda stava nel marsupietto appesa alla pancia della sua mamma, in mezzo ad un affollatissimo tram. Avrà avuto sì e no una decina di mesi. Salutava tutti con la manina e si imbronciava da matti se qualcuno osava non rispondere al saluto. Premiava chi lo faceva con un enorme sorrisone a quattro denti.

Non sono dei grandi racconti, ma sono dei bei momenti...soprattutto in mezzo al grande caos della mattina milanese :)

Morwen | Jul 8, 2009 Report abuse

Diversi anni fa, stavo per partire con il mio ragazzo a Lucca. Treno cancellato, ci siamo seduti tutti a terra in stazione (partivano un bel po' di ragazzi, è successo in occasione della fiera del fumetto) e abbiamo iniziato a parlottare tra di noi per fare conoscenza.

Dopo un po' è arrivato un barbone, probabilmente un po' ritardato. Passava tra di noi, scrutandoci con curiosità.
Si è fermato davanti a me, mi ha sorriso, si è abbassato accanto al ragazzo che mi stava di fronte (e che non conoscevo), e gli ha detto, guardandomi: - E' bella lei, vero?-, con voce tenerissima. Poi mi ha fatto ciao con la mano e se n'è andato.

E' stato probabilmente uno dei complimenti più sinceri e disinteressati che abbia mai ricevuto.

Sempre qualche anno fa, di sera, su un autobus: un ragazzo, di poco più grande di me - io avevo un diciotto, diciannove anni- con il marsupio a tracolla in cui dormiva una pupattola di pochi mesi. La contemplava in maniera indescrivibile.

Ancora qualche anno fa, nel traffico. Ero in motore con il mio ragazzo di allora, accanto a noi c'era una macchina. Sbirciando nel finestrino ho visto una giovane coppia, che probabilmente stava portando a casa il figlio appena nato dall'ospedale. Ho fatto cenno al mio ragazzo e si è voltato anche lui; la coppia nella macchina si è girata verso di noi, con il bambino in braccio. E ci siamo sorrisi tutti e quattro.

Σακυρα87 | Jul 8, 2009 Report abuse

..momenti teneri.. spicchi di sole che illuminano tante persone che non si conoscono ma che, per un momento, possono attraversare la nostra vita.basta lasciare la porta socchiusa..
Una volta sull'autobus ho ascoltato le confidenze di una donna straniera che faceva le pulizie da una signora che la mortificava.E ne parlava con rabbia e umiliazione..
E poi le carezze al gatto Jerry che si aggira nel palazzo e appena mi vede, di pomeriggio, scende di corsa da una macchina dove si mette a riposare e aspetta che io gli apra il portone. Poi si mette davanti alla porta della sua casa e aspetta che gli aprano..

Emily | Jul 8, 2009 Report abuse

Orco... avevo rimosso un'altro aneddoto successo diversi anni fa.... (rimosso, chissà perche! :D)

Sto tornando coi i colleghi vvf dalla Germania, decidono di fermarsi in quel di Innsbruck a tentare la fortuna al casinò (non casino!)

Io, non entro, anche perchè non ho giacca e cravatta così faccio un giretto nei paraggi aspettando che escano.

Dopo un pò mi porto verso la piazza del casinò e mentre aspetto mi accorgo che un tipo (più vecchio e brutto di me!) mi fissa, dopo un pò si avvicina a me e mi parla in tedesco (mi voleva abbordare, in sostanza)...

Io gli rispondo, in inglese, che non parlo tedesco :) alchè lui mi parla in inglese e mi dice che lui lo parla bene e che non ci sono problemi...

Ed io... "Scusa, ma prima scherzavo e l'inglese lo parlo poco e male!"

Mi guarda e fa: "Ahhhh, Italiano! Ho vissuto in Italia diversi anni...."

Io: "scusa, devo andare... mi stanno chiamando" :)

Samuel | Jul 8, 2009 Report abuse

Io ho un momento metropolitano "bufo", premettendo che Trieste è la città in cui i gradi di separazione si annullano :-)
Io e mio marito stavamo camminando in città quando due signori pakistani ci hanno fermato per chiederci dove si trovava un certo negozio. Glie lo spieghiamo, loro ci ringraziano e se ne vanno.
Il giorno dopo stavamo camminando da tutt'altra parte della città quando incontriamo di nuovo questi due che, stavolta, ci fermano per chiederci dov'è un certro centro commerciale...noi li riconosciamo subito (uno dei due aveva una particolarità, gli occhi un po' sporgenti) e gli diciamo, ridendo: ma noi ci siamo già visti ieri! Loro si guardano con aria interrogativa e ci fanno capire, con gentilezza, che non si ricordano.
Eh, questi occidentali si assomigliano tutti! :-)

Tamsen | Jul 8, 2009 Report abuse

giorni fa ho incontrato un ragazzo non vedente in metropolitana. io gli ho chiesto se potevo aiutarlo, lui ha accettato e l'ho preso sotto braccio. Sentivo a pelle il suo coraggio e gliel'ho detto, riconoscendo che io nella sua situazione mi sarei sentita morire di angoscia. Abbiamo parlato un po'.. poi l'ho accompagnato a salire sul suo treno.
Ci siamo lasciati augurandoci una buona serata. da qualche giorno continuo a pensare alla forza, alla dignità al coraggio di questo ragazzo... ma come farà ad andare in giro.. come passerà le sue giornate..
e poi.. perchè da solo?..

Emily | Nov 7, 2009 Report abuse

Anni fa, una sera, tardi, tornavo a casa dal cinema (ero andata sola, nessuno dei miei amici/conoscenti era voluto venire a vedere Magdalene).
In prossimità di una piazza, una signora mi fece cenno di avvicinarmi a lei, dicendomi: "Scusi, signorina, mi passerebbe quella cordicina?". Si trovava vicino ad alcuni cassonetti dell'immondizia; lì per lì, pensai avesse perso qualcosa lì sotto, e alla mia domanda: "Quale corda, scusi?", lei mi indicò il cavo di acciaio in cima alla campana della raccolta del vetro. Notai che tra le mani aveva la bobina di una videocassetta e che col nastro aveva cinto le ruote dei cassonetti e tentava di spostarli.
Continuò: "Io atterro i governi e li butto dove mettono i quaderni!".
"Come?", io ero sempre più interdetta.
"Devi vivere con i piedi per terra, un occhio al sole, curare l'acqua!", continuò.
"Ahia- pensai- una mezza squinternata".
Era sorprendente come riuscisse a costruire le frasi in rima, posso riportarle con una certa fedeltà, perché -una volta a casa- me le annotai.
"Io atterro i governi, gli metto paura, uso la loro stessa misura, i loro film stupidini che spaventano i bambini".
"Ma le scrive lei, queste cose? Dico... le rime...", le domandai, con gli occhi spalancati.
Fissandomi cordiale: "Io non le scrivo: le detto, ed ecco dove le metto!", avvicinandosi ai cassonetti.
"Hai fretta, o puoi rimanere?", mi domandò, ad un certo punto.
"Eh, devo ancora mangiare...". Contagiata dalla poesia spicciola!
"Allora lascia che ti dica ancora due cose: io sono Melina, la tua stellina, piccina, carina, che ti starà sempre vicina! E vorrei regalarti un pezzo del mio cuore, con tanto amore!" e infilò una mano nella tasca della giacca.
In quei due millesimi di secondo, ho formulato inquietanti immagini prese a caso da Dylan Dog o Seven. Roba del tipo: Melina Stellina che mi accoppa con il rasoio del nonno e mi strappa il cuore con le nude mani.
Niente di tutto questo.
Mi porse un cuoricino di carta rossa, ritagliato da un foglio di cellulosa riciclata.
Col tempo, ho avuto modo di incrociarla altre volte e di sapere altre cose su di lei: è un personaggio noto per le scritte in rima che lascia sui muri della città e per le cause pendenti ad esse relative.

Sa Jana | Nov 7, 2009 Report abuse

@Sa Jana: Che storia affascinante, intrigante...grazie, mi ha molto coinvolta :))

Molto bello questo topic, ora faccio mente locale e cerco di farmi venire in mente qualche episodio...

emma | Nov 8, 2009 Report abuse

grazie Sa Jana ed Emma.. mi piace pensare che resti una traccia di incontri che durano pochi minuti ma che possono cambiare il nostro modo di pensare..
in fondo è un modo per sentirsi meno soli e "anonimi" in una realtà in cui tutto rischia di essere omologato.. ma le emozioni no..!!

Emily | Nov 8, 2009 Report abuse

Qualche settimana fa ero al bar (dove lavoro). Si avvicinano due signori alla cassa e uno dei due fa:"Due caffè", lo dice un po' stentato, poi subito dopo prende un cioccolatino e me lo fa vedere, lo aggiungo ai due caffè di prima e dico "Due e dieci" e stampo lo scontrino. A questo punto vedo il viso interrogativo dei due che guardano verso il monitor della cassa, che aveva deciso di disegnare simboli strani, anziché il totale giusto. Sorrido e dico:"Oh, dev'essere impazzito..." loro due mi sorridono e mi fanno un cenno che afferro al volo, si toccano le orecchie e la bocca. Io, non sapendo cosa fare inclino la testa e sillabo un "scusate" e mostro loro lo scontrino. Mi pagano e vanno per consumare al banco.
Il bar dove lavoro è un po' particolare, abbiamo 4 tipi di caffè tra cui scegliere, quindi arrivati con lo scontrino arriva la domanda di mia madre:"Che caffè preferite?".
Loro si rivolgono verso di me con uno sguardo un po' smarrito, faccio il giro del banco e indico loro i macinini con i nomi e le caratteristiche di ogni caffè. Loro leggono, e mi indicano il tipo di caffè che desiderano. Dopo di che, mentre io dico l'ordine a mia madre, la signora mi prende la mano e mi mormora un "grazie". Io sorrido e torno al mio lavoro. La cosa bella è che, finito di bere il caffè, hanno fatto un gesto per dirci che il caffè era molto buono!

LutaStyle | Nov 8, 2009 Report abuse

ritorno in questo 3D per raccontare un brutto incontro.
Ero per strada, mi volto e vedo una ragazza che grida qualcosa, il ragazzo con cui sta la minaccia e la spinge verso il muro e urla più forte. Mi fermo un attimo per capire cosa sta succedendo. La ragazza non reagisce, è immobile. un mio collega che si trova vicino a loro dice al ragazzo che non si usano le mani, io e un'altra collega cerchiamo di capire come sta la ragazza,che resta muta.
Il ragazzo dice di farci i fatti nostri.. "non conosciamo il loro rapporto". Proviamo a far reagire la ragazza, chiedendole se le sta bene questo modo di fare. Lei si tira su la sciarpa.Non risponde.vanno via.
Che tristezza!

Emily | Dec 23, 2009 Report abuse

Un incontro che ho postato anche sul blog.

Qui fa un freddo che non vi dico, tipo -10°. Quest'uomo era di fianco all'ingresso di un tempio e, con un rudimentale pennello spugnoso imbevuto d'acqua, tracciava lentamente caratteri cinesi sul selciato formando una perfetta spirale. Man mano gli ideogrammi asciugavano, sbiadivano e poi sparivano, vanificando il suo lavoro. Ma l'uomo continuava imperterrito, come se fosse primavera e il tutto rimanesse scolpito nel marmo. Mi è sembrato un momento molto bello e poetico, nonché metafora di un sacco di cose che non saprei spiegare bene, tipo la soddisfazione di un lavoro ben fatto in sé, a prescindere dal risultato, dal riconoscimento altrui, dal ritorno economico o sociale. Di questi tempi a parte l'automotivazione non resta molto su cui contare, in effetti.

Mav | Dec 23, 2009 Report abuse

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