Gruppo "CENT'ANNI DI SOLITUDINE"
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Eccoci al via per questa esilarante avventura nel cuore dell'America Latina. Domani 28 persone inizieranno la lettura di questo romanzo che sperò regalerà a tutti emozioni e sentimenti. Io sono molto eccitato, principalmente perché è da tanto che volevo leggere questo libro e non mi sono mai deciso. Proverò a leggerlo in lingua, sperando di mantenere il passo.
Eccovi i partecipanti:
Daniele
Dan
Giulina
Eccentrika
Girasonia76
Tittirossa
Viola_violet
Ponzia
Mildega
Sabella
Amaranta
Silviètec
Valentina
Arwen56 (Veterana)
Kath
Carlos
Melly25
CamCam
Dany
Giulia
sardiniablues
Sabrii
Butterfra
Nosfeat
Mikdr
Alessandra G.
Valila
SilviettahoshiCollegamento per scaricare il segnalibro:
http://img517.imageshack.us/i/segnalibrocentannidisol.g…
I commenti relativi alla varie parti potranno essere inseriti in questa discussione a partire dalle ore 12.00 della domenica.
Riporto il programma del gruppo:
02-11 -> 08-11 capitoli 1->4
09-11 -> 15-11 capitoli 5->8
16-11 -> 22-11 capitoli 9->12
23-11 -> 29-11 capitoli 13->16
30-11 -> 06-12 capitoli 17->20Buona lettura a tutti.
PS: come ho detto nell'altra discussione, lascierò aperte le iscrizioni ancora per due tre giorni per eventuali ritardatari.
- Daniele | Nov 1, 2009 Report abuse
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Purtroppo son già impegnato con un altro (impegnativo Gdl).
Vi auguro buon viaggio a Macondo. - Hanta | Nov 1, 2009 Report abuse
- Ponzia | Nov 1, 2009 Report abuse
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Finisco un paio di letture che ho in corso per delle sfide e vi raggiungo
Buona lettura a tutti - mildega | Nov 2, 2009 Report abuse
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io vi seguo con quello che mi ricordo, non ho proprio il tempo di mettermi a rileggerlo
- Alisa | Nov 2, 2009 Report abuse
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Io credo che per i primi tempi non potrò partecipare ai commenti, visto che non avrò l'adsl per un paio di settimane.
Andrò avanti con la lettura e mi unirò alle vostre riflessioni il più presto possibile. - Dany | Nov 2, 2009 Report abuse
- Daniele | Nov 2, 2009 Report abuse
- Kath | Nov 2, 2009 Report abuse
- butterfra | Nov 2, 2009 Report abuse
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ciau a tutti,ieri ho finalmente comprato questo meraviglioso libro ( approfittanto della promozione della mondadori) finisco 2letture che ho in corso e vi raggiungo massimo prossima settimana....ciau
- minicicciola | Nov 2, 2009 Report abuse
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ho iniziato a leggerlo :-)
Non ho capito una cosa: i commenti potevano già essere postati da domenica (cioè ieri) oppure possono essere postati solo dalla prossima domenica? - eccentrika | Nov 2, 2009 Report abuse
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Ho appena iniziato la lettura, ma la mia edicione non ha i numeri dei capitoli!!
La vostra?
Mi sa che ammattirò per questa cosa... - butterfra | Nov 2, 2009 Report abuse
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I commenti dalle ore 12.00 di ogni domenica per la rispettiva parte dopo averla letta
- Daniele | Nov 2, 2009 Report abuse
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neanche la mia edizione ha i numeri dei capitoli!!!
infatti mi sa che dovro' tenere il conto a mente... - eccentrika | Nov 2, 2009 Report abuse
- eccentrika | Nov 2, 2009 Report abuse
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nn ho capito bene daniele... i commenti ai primi 4 capitoli da domenica 8 ?
- sardiniablues | Nov 2, 2009 Report abuse
- Melly25 | Nov 2, 2009 Report abuse
- Silviètc | Nov 2, 2009 Report abuse
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Nemmeno la mia edizione - quella de La biblioteca di Repubblica - ha i numeri dei capitoli, però ho sfogliato tutto il libro e mi son scritto i numeri delle pagine dove finiscono i capitoli 4,8,12,16,20. Così non mi posso sbagliare :))
Inizio stasera, finalmente! - Nosfeat | Nov 3, 2009 Report abuse
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@Sardiniablues: sì, i commenti della prima parte (capitoli 1-4) da domenica 8 novembre :-)
Chi ha edizioni senza capitoli (strano), si faccia dare da chi ha i capitoli il numero della pagina o la frase colla quale il capitolo finisce. Io lo sto leggendo in lingua, per cui non credo che le pagine corrisponderebbero.
Buona lettura a tutti ^__^
- Daniele | Nov 3, 2009 Report abuse
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L'ultima frase del quarto capitolo è (tradotta da me, quindi magari leggermente diversa in una traduzione ufficiale):
"Più tardi gli costruirono una protezione fatta di palma per proteggerlo dal sole e dalla pioggia."
- Daniele | Nov 3, 2009 Report abuse
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Penso che tutte le edizioni siano senza numeri dei capitoli.. In ogni caso Marquez ha una scrittura abbastanza regola e i capitoli sono tutti intorno alle 20 pagine..
- Kath | Nov 3, 2009 Report abuse
- Dany | Nov 3, 2009 Report abuse
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Ora il problema mio è che l'ho iniziato stamane.... e mi ha preso così tanto che non riesco a staccarmene.... :-) beh, a domenica per i commenti comunque :-))
- Alessandra G. | Nov 3, 2009 Report abuse
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@Daniele - la traduzione corrisponde ed è stata utile per avere conferma del mio conteggio.
Conto di finire oggi il libro in lettura e di iniziare domani il "nostro" libro - mildega | Nov 3, 2009 Report abuse
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Bene, Mildega. Alla fine della prima parte, metto la traduzione dell'ultima frase della seconda.
- Daniele | Nov 4, 2009 Report abuse
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Iniziato questa notte...
al momento vi posso dire che è stata una strana sensazione riprenderlo in mano, come ritrovare un vecchio amico, me lo sono rigirato annusandolo e guardando le pagine ingiallite e prima di iniziarlo mi sono assaporata i ricordi di quando ero al liceo (più di 30anni fa). Sarà una lettura un po' malinconica... - mildega | Nov 4, 2009 Report abuse
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Ho già quasi completato la parte assegnata ;)
Questo libro è meraviglioso! Nonostante l'abbia letto 6 anni fa è come se stessi leggendo qualcosa di nuovo! Questo è un libro che lascia un'impronta diversa ogni volta che lo leggi!!! Non ci sono parole per descrivere le sensazioni che provoca in me! E' un pò come dice Mildega, un vecchio amico ritrovato che però ha ancora un sacco di cose da raccontarti! :)
Buona lettura, ragazzi!!! - Melly25 | Nov 4, 2009 Report abuse
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Sono pienamente d'accordo!! Io avevo iniziato a leggerlo durante i primi anni del liceo ma non ero riuscita proseguire nella lettura, ma adesso mi sembra completamente diverso da allora! C'è un'ironia incredibile di cui non mi ero resa conto e questa lettura mi sta assorbendo così tanto che non riesco a fermarmi!
- Kath | Nov 4, 2009 Report abuse
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Io ricordo di averlo letto al liceo e che mi ha appassionata da subito. Ricordo che mi ha intrigata con la sua struttura labirintica, con i nomi sempre uguali tanto che mi ero fatta una specie di albero genealogico. Poi lo rilessi più avanti e nuovamente lo trovai un lettura accattivante. Sono passati anni dall'ultima lettura eppure ancora me lo ricordo
- Alisa | Nov 5, 2009 Report abuse
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anch'io come kath lo avevo iniziato a leggere e abbandonato tanti tanti anni fa... e adesso non riesco a staccarmene... stasera termino il capitolo quarto... che faccio? li rileggo o vado avanti? ;-)
- Alessandra G. | Nov 5, 2009 Report abuse
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Ciao! Il libro mi sta piacendo molto anche a me. Fortuna che, per via del lavoro, ho pochissimo tempo, così potrò leggere solo quattro capitolo questa settimana.
@Alessandra G: rileggili ^__^
- Daniele | Nov 5, 2009 Report abuse
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mea culpa (e dell'università) ma devo ancora iniziarlo.. -.-'
@ Daniele: come va con la lettura in lingua? leggera e veloce o pesantuccia??
tanto da sapere a cosa vado incontro ;) - CamCam | Nov 5, 2009 Report abuse
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ho finito ieri notte il terzo capitolo... in questo perioddo riesco a leggere per mio piacere solo da mezzanotte in poi....
- sardiniablues | Nov 5, 2009 Report abuse
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Mi vergogno a dirlo ma ancora non ho cominciato, sigh! Settiman tosta questa, ma conto di recuperare velocissimamente entro domenica!
- Ponzia | Nov 6, 2009 Report abuse
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Mi aspettavo un incipit completamente differente, mi sto divertento un sacco! Sono curiosa di vedere come prosegue.
- Dany | Nov 6, 2009 Report abuse
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@CamCam: la versione in spagnolo mi sta piacendo, ma non è semplice come avevo previsto. Però non è pesante. Ho finito il terzo capitolo. Domani conto di leggere il quarto, così poi domenica posso entrare nella prima discussione.
- Daniele | Nov 7, 2009 Report abuse
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Io ho finito l'altra sera! Adesso mi sono dedicata ad un altro libro e allo studio (sigh!) ma sono pronta per proseguire!!!
- Melly25 | Nov 7, 2009 Report abuse
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*** This comment contains spoilers! ***
Oggi ho letto tutto d'un fiato i primi quattro capitoli.Le prime pagine non mi hanno conquistato molto, eppure hanno esercitato su di me uno strano fascino magnetico e senza accorgermene dal secondo capitolo ero presa.
Mi hanno colpito molto i personaggi così estremi nelle loro emozioni, in particolare Rebeca e Amaranta, per non parlare del capofamiglia. Mi è piaciuto moltissimo la descizione di Macondo e la storia della sua fondazione, mi sembrava di poter vedere i suoi colori, annusare i suoi profumi e ascoltare i suoi suoni.
La situazione per me più inquietante è stata la peste dell'insonnia...l'idea che un'intero villaggio perdesse progressimavamente la memoria mi ha messo i brividi. E sono rimasta a bocca aperta quando è arrivato lo zingaro a risolvere la situazione con il suo sciroppo miracoloso.Lo stile di Marquesz mi affascina e non vedo l'ora di procedere con la lettura!
- Ponzia | Nov 9, 2009 Report abuse
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La mia rilettura, come previsto, mi ha riportato le sensazioni provate decenni fa, continua ad essere un romanzo strepitoso dalla scrittura scorrevole e affascinante in perenne bilico tra realtà e fantasia. I personaggi sono tratteggiati in maniera perfetta. Sarà per me difficile mantenere i ritmi del GdL, la scrittura di Marquez ti prende e ti trascina......
Piccola osservazione, ho recentemente riletto La casa degli spiriti della Allende (pubbl.1983), che avevo letto parecchi anni dopo Cent'anni di solitudine (pubbl.1967), l'ambientazione mi ricordava Marquez, credo che anche l'Allende lo abbia citato come ispiratore, ma ora le similitudini mi sembrano veramente troppe
- mildega | Nov 9, 2009 Report abuse
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Dei primi capitoli letti, mi ha entusiasmato la ricchezza di dettagli nel descrivere Macondo e le sensazioni dei personaggi. Non mi voglio sbilanciare, anche perché ho faticato a leggere il primo capitolo, ma ora proseguo più fiducioso.
- Daniele | Nov 9, 2009 Report abuse
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Mi piace molto lo stile di Marquez. Sono proprio contento di aver iniziato questa lettura. Il libro mi ha preso subito, già dal principio. Il capofamiglia è fortissimo! Per non parlare delle sue vicende iniziali... Non sono al passo con le scadenze del gruppo, ma conto di portarmi alla pari quanto prima. Non vedo l'ora di reimmergermi nel fantastico mondo di Macondo!
- Nosfeat | Nov 9, 2009 Report abuse
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@Mildega: anch'io leggendo ho pensato all'Allende (e di lei ho veramente letto tanto) e infatti mi sono chiesta quanto pesi l'influenza di Marquez su di lei....
- Ponzia | Nov 9, 2009 Report abuse
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Ciao a tutti.
Eccoci giunti al termine della prima settimana di lettura. Poche pagine e siamo già magicamente immersi nella folle lucidità di Macondo, totalmente avvolti dal sopore caraibico; in quel mondo strabiliante che solo la penna di Marquez riesce a rendere tanto accattivante e fascinoso, al limite del mesmerismo.
In questa rilettura, conoscendo gli sviluppi del romanzo, mi sto concentrando essenzialmente sulle sensazioni che essa mi trasmette, tralasciando quasi in secondo piano la trama del racconto, con le vicissitudini e gli intrecci che uniscono i personaggi. Questo tipo di approccio non è stato intenzionale ma è uscito da sé, come fosse il modo in cui avevo bisogno di 'vivere' le vicende narrate, e solo così potessi completarne l'interpretazione che mi mancava. Ed ecco che, grazie a questa prassi, mi sorprendo ad entusiasmarmi sublimamente quando leggo i motivi che spinsero i coniugi Buendia all'esodo dal paese natio; quando Ursula scopre villaggi vicini a Macondo alquanto civilizzati; ancora nella descrizione del bagaglio con cui Rebeca – figlia adottiva dei Buendia – giunge al villaggio; oppure quando lo spettro di Prudencio Aguilar arriva a Macondo per fare visita a José Arcadio.
Poi ci sono i personaggi, in qualche modo tutti suggestivi e amabili, con le loro caratterizzazioni assolutamente peculiari, che potremmo definire sgargianti e spesso spregiudicate. Marquez infatti evita sistematicamente lo stereotipo prosistico, al fine di tratteggiare i protagonisti delle sue storie, concentrandosi invece sugli estrosismi comportamentali - che poi costituiscono ciò che li individualizza. Ne scaturiscono delineazioni uniche e apparentemente inverosimili ma perfettamente idonee a ritrarre l'incantesimo che ogni essere umano sta vivendo. La figura maschile che emerge a dimensione determinante è quella del colonnello Aureliano Buendia: la sua passione per la creazione di pesciolini d'oro mi rimanda inevitabilmente alla canzone Sally di De André.
Ora torno alla lettura, curiosa di conoscere quali magiche sorprese ci riserveranno le prossime pagine. - Viola_violet | Nov 9, 2009 Report abuse
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Sono contenta anch'io di aver ripreso questa lettura! Sembra di leggere una fiaba per adulti! Adoro questo tipo d'ironia che spesso diventa pura follia, ma che allo stesso tempo rappresenta in maniera così realistica la natura umana, ad esempio l'entusiasmo per le novità di Josè Arcadio o la capacità di Ursula di non abbattersi in qualsiasi circostanza e di porre rimedio a tutto!
- Kath | Nov 9, 2009 Report abuse
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@ Viola: Sally... ma sai che non ci avevo pensato? invece davvero l'atmosfera della canzone ha così tante similitudini... :-)
E dunque eccomi qui, con le mie considerazioni sui primi 4 capitoli (anche se in realtà mi sono spinta un po' più avanti perchè la trama mi avvince troppo e non riesco davvero a fermarmi....)
Quello che rincorro principalmente nella lettura sono i temi caratteristici di Marquez, alcuni tratti distintivi che avevo già trovato in Dell'amore e altri demoni e Cronaca di una morte annunciata e che riscopro qui sotto altra veste: in particolare l'amore come ossessione (l'immagine forse più forte in tal senso è quella di Rebeca che mangia la terra), la fatalità (quell'insieme di circostanze casuali che quasi senza intervento della volontà umana succedono e portano in una direzione o nell'altra, cosicchè nelle vicende descritte da Marquez sembra sempre più forte la casualità che non la volontà..), la dismisura (la smisurata fisicità di Josè Aurelio, l'eccesso di produttività di Ursula...), e ovviamente la chiusura dei personaggi in sè stessi (ma questo va da sè... visto il titolo!), e la commistione di realtà e magia che è propria dell'immaginario dell'America latina.Credo di non sbagliarmi nel dire che questo libro diventerà uno dei miei preferiti....
- Alessandra G. | Nov 9, 2009 Report abuse
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Come già anticipato, il libro mi ha veramente stupito e preso nei primi capitoli. L'atmosfera e talvolta gli stessi eventi (la peste dell'insonnia?!?!) sono surreali e fantastici, pervasi sempre da un po' di magia. I sentimenti che dominano i personaggi sono però descritti in maniera molto realistica. La scrittura mi prende molto e non vedo l'ora di proseguire la lettura.
- Dany | Nov 9, 2009 Report abuse
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Che strano ... così tante persone che si accostano per la prima volta a Márquez e nessuna che esprima un parere negativo, nessuna che si dimostri spaesata per il ripetersi degli stessi nomi dei diversi personaggi.
Quando lo lessi io, per la prima volta, tanti anni fa, all'università, ricordo che molte delle persone che frequentavano il mio stesso corso di spagnolo erano veramente perplesse e faticavano a percepirne la bellezza. Alcune, addirittura, lo hanno bocciato tout court sin dall'inizio.
Statisticamente, dunque, non mi tornano i conti, per così dire. Possibile che nessuno abbia da esprimere un'opinione contraria al generale elogio?
:-)
- Arwen56 | Nov 9, 2009 Report abuse
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Durante la lettura dei primi 4 capitoli a me più che la storia in sè è rimasta legata una sensazione: una mistura imprecisata di afa, terra e malinconia che mi hanno accompagnato sin dalla prima pagina.
Inoltre mi è sembrato di delineare un binomio nella descrizione del sistema dei personaggi di Marquez:gli uomini sono principalmente dei sognatori, trascinati dal corso degli eventi, rinchiusi tutti nella loro solitudine e affascinati dall'arte e dall'inspiegabile;le donne sono invece più concrete, determinate, pragmatiche e tentano di direzionare il proprio destino più che essere direzionate.
Inoltre, se non ricordo male, l'elemento magico nell'Allende era principalmente appartenente all'emisfero femminile, mentre qui sono gli uomini a confidare nell'irrazionale. - Amaranta | Nov 9, 2009 Report abuse
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@Arwen56: eccomi arrivo io a guastare la festa ^__^
Allora, premetto che il libro fin'ora lo trovo scritto molto bene, scorrevole e non ho avuto alcun problema per quanto riguarda il ripetersi dei nomi in quanto ero già stata avvisata di questa cosa e quindi fin dalle prime pagine ho prestato la massima attenzione al fine di non perdere il filo...
Però... però... c'è un però!!!
E' la prima volta che leggo un libro di Marquez e in effetti lo immaginavo un tantino diverso, un tantino più realistico, invece l'ho trovato davvero molto grottesco e surreale e i personaggi li ho trovati tutti un po' "squallidi" (passatemi il termine...) e ne sono rimasta negativamente colpita.
Quindi in questa prima parte devo ammettere di non essermi affezionata alla storia e tantomeno ai personaggi che come ho già detto non mi stanno particolarmente simpatici, ma spero che andando avanti nella lettura migliorerà... o forse mi ci abituerò io e riuscirò a vederla migliore e riuscirò anche a non far troppo caso agli odori che mi suscita Macondo, che alcuni commenti sopra Ponzia ha definito come dei profumi, ma invece io non sono riuscita ad immaginarmi altro che cattivi odori... :-( - eccentrika | Nov 9, 2009 Report abuse
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@Arwen56: ho impiegato 10 anni per trovare il momento giusto per accostare Cent'anni di solitudine ;-) la prima volta che ho preso in mano questo libro (circa 10 anni fa appunto), mi ero arenata al primo capitolo. E solo quest'anno ho letto altri libri di Marquez, percependone tutta la magia latina.
- Alessandra G. | Nov 9, 2009 Report abuse
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le sensazioni che mi ha trasmesso questa rilettura, dopo l'indimenticabile e sempre sorprendente incipit? ... le altre volte aveva presalso l'ammirazione per la creatività visionaria dell'autore che reinventa in chiave amerinda le mitiche età dell'uomo e sfoga la sua creatività repressa in un mondo pieno zeppo di personaggi, oggetti, storie sospese tra il crudo realismo e l'esagerazione fiabesca... questa volta ho provato anche tanta tristezza per le vicende di questi naufraghi della giungla, infinitamente lontani e così vicini alle nostre ansie, illusioni, passioni, fragilità e fin d'ora delusi, violentati, sconfitti, frustrati... ci sarebbero tante altre cose da dire, troppe... a presto
- sardiniablues | Nov 9, 2009 Report abuse
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Ah, ecco, meno male. Adesso i conti cominciano a tornarmi. :-)
Io ricordo che quando lo lessi la prima volta, benchè lo abbia amato sin da subito, sono stata piuttosto in difficoltà a ricordarmi tutte le parentele che legavano i personaggi, per cui mi ero fatta uno schema "a mano". Oggi, ai tempi di Internet, non è più necessario: ci pensa Wikipedia (qui, per chi ne voglia usufruire, c'è l'albero genealogico: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Albero_genealogico_Bu…
@ Eccentrika
Márquez appartiene al cosiddetto genere del "realismo magico" (come la Allende). Di conseguenza, anche nel prosieguo, si troveranno decine di accadimenti decisamente "soprannaturali" mischiati a fatti reali (anche se letterariamente trasfigurati). Questo, in effetti, è un altro dei motivi per cui molte persone non riescono ad accostarsi ai suoi romanzi.E qui mi riallaccio a quel che osserva Alessandra G. Il mio docente di spagnolo era solito dire che Márquez o lo si ama o lo si odia, senza mezze misure, perchè l'universo che propone impone al lettore l'accettazione di una prospettiva che, per molti versi, è spaesante. Non è mai del tutto "onirica", ma neppure del tutto "reale". Bisogna viaggiare nel romanzo "a due velocità", in un certo senso. Dunque, è davvero notevole che tu abbia "tenuto duro" e ti ci sia di nuovo accostata. Conosco persone che non prenderebbero in mano un libro di Márquez neppure se le pagassero per farlo.
Per quanto riguarda gli odori, non saprei. E' raro che i romanzi mi suscitino sensazioni olfattive. Più che altro ciò che mi si presenta alla mente è la straordinaria "fertilità" della natura, che tutto permea e coinvolge ed una sensazione continua di "umidità", di "bagnato".
E il senso di smarrimento, di solitudine, appunto: sono tanti i Buendía, stanno tutti assieme, ma è come se vivessero ciascuno su un'isola deserta. Non per nulla, nelle prime edizioni spagnole, la "E" di "soledad" era scritta al contrario, proprio per sottolineare l'introversione dei personaggi.
Eppure, nonostante tutto questo, a mio modesto avviso, il romanzo riesce a comunicare una grande voglia di vivere, di fare, di amare e, perchè no, anche di odiare. Ossia di provare sentimenti molto intensi.
A dispetto di tutte le idiosicrasie dei suoi protagonisti, la vita così com'è, nella sua piena naturalezza, la fa da padrona.
- Arwen56 | Nov 10, 2009 Report abuse
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@Arwen56: mi piace molto la tua analisi, perché include sia parte della storia, sia l'inconfondibile stile dello scrittore.
Io mi avvicinai alla lingua spagnola nel lontano 1998. La appresi molto rapidamente e, ufficialmente, dal 2000 la uso quotidianamente per lavoro. Ho lanciato questo gruppo di lettura per "forzarmi" ad entrare in Sud America e a leggere in spagnolo. Per ora sono molto soddisfatto. Sono convinto che a lettura ultimata, molti si saranno fatti un'idea di chi è GGM e del suo stile letterario.
A presto.
- Daniele | Nov 10, 2009 Report abuse
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Eccomi qua! Fino ad ora la lettura scorre bene e veloce, intrigante e sì un tantino straniante!Sembrano cadere le barriere e le convenzioni sociali ed emergono gli impulsi più profondi, sia essi negativi che positivi. Quello che ho notato è che Marquez non giudica i suoi personaggi, non li distingue in cattivi/buoni ed anche le loro azioni non sono giudicate ma come dettate dall' imprevedibilità della natura..
Interessante l'osservazione di Amaranta sulla diversa natura e universi donne/uomini!
- Silviètc | Nov 10, 2009 Report abuse
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Hai ragione Silviètc, Marquez non giudica i suoi personaggi, mi piace molto questo aspetto!
- Kath | Nov 11, 2009 Report abuse
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@eccentrika: sulla questioni degli odori, non ci avevo pensato che potessero essere cattivi. La descrizione di Macondo era così avvolgente che mi è sembrato di poter sentire persino gli odori, ma non so perchè ho pensato solo ai profumi. Ripensandoci meglio, probabilmente hai ragione tu, ma non mi disturbano lo stesso :P
Molto interessanti le osservazioni d iArwen56 e Amranta. Io della letteratura sud americana non ho mai letto molto, a parte l'Allende, che adoro, perciò mi è venuto spontaneo il richiamo a questa autrice.
Delle analogie ci possono essere, ma è chiaro che sono due autori diversi. Comunque il "realismo magico" di Marquez mi sta piacendo da pazzi! - Ponzia | Nov 12, 2009 Report abuse
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nei primi 4 capitoli mi sembra di ritrovare la metafora della storia dell'uomo: dalla macondo primigena, felice e innocente, una specie di eden atipico perchè fondato dopo un peccato (l'unione incestuosa di jose arcadio e ursula) e un assassinio (del povero prudencio),
alla comparsa del dubbio sofistico e della scienza (stimolata dall'arrivo degli zingari e dei loro marchingegni);poi la storia continua e dall'età dell'oro si passerà all'età del ferro: con la perdita dell'isolamento termina il comunismo originario, compaiono il capitalismo e il commercio, arrivano il prete e la chiesa, il controllo politico e i partiti, e si arriverà così inevitabilmente alla guerra fratricida.... in questa implacabile discesa verso l'abisso,
mentre la seconda generazione buendia diventa adulta e il mondo cambia, i figli e i nipoti si chiamano sempre con gli stessi nomi, gli aureliani idealisti e gli arcadio pragmatici si trovano a lottare e a soffrire sempre per gli stessi motivi: l'amore, la morte, gli istinti, la violenza, gli egoismi...
sono un po' indietro... mi direste per favore con quale frase termina l'ottavo capitolo? grazie ciao
- sardiniablues | Nov 14, 2009 Report abuse
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Mi sa che vi devo abbandonare...mi sono sopravvalutata, non riesco a reggere i ritmi...proseguirò la lettura, ma in un momento diverso....scusate!
- butterfra | Nov 14, 2009 Report abuse
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Se non ho sbagliato i conti la frase finale è
"Andate pure a prenderlo," ordinò. (pag. 170 nell'edizione del 1973)
- mildega | Nov 15, 2009 Report abuse
- Dany | Nov 15, 2009 Report abuse
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Quoto Dany, interessante analisi dell'evoluzione di Macondo e dei suoi abitanti di sardinia!
Questo secondo appuntamento è stato scosso da lutti e tragiche scomparse...nel mio foglietto "genealogico" sono cominciate a comparire le croci e se continua di questo ritmo non ci rimane più nessuno! O_0
Romantica e crudele è la storia del triangolo Rebeca-Amaranta-Pietro Crespi e le sue conseguenze nella vita di ciascuno; l'amore e la passione assume a volte i connotati dell'incesto e addirittura della pedofilia, non nego di essere rimasta un pò "impietosita" di fronte alla storia della sposa-bambina cresciuta troppo in fretta! Ma Marquez ce la presenta in maniera così naturale....Nel frattempo si fa più opprimente il senso di solitudine, per Rebeca, per Amaranta, per Josè Arcadio padre, per Arcadio, Pilar ma soppratutto per Aureliano, mentre Ursula è l'unica che cerca con tutte le sue forze di tenere unite le redini della famiglia, personaggio fortissimo!
Non nego nemmeno di essere rimasta un pò delusa dalla crescente insensibilità e freddezza di Aureliano, speriamo che cambi rotta!
Comunque non è semplice commentare questo libro perchè i fatti sono così tanti e così anche le suggestioni che ne derivano, che ogni volta mi sfuggono!
- Silviètc | Nov 15, 2009 Report abuse
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la scorsa settimana avevo "passato" che in soli 4 capitoli non ero riuscita a farmi un'opinione precisa!speravo che continuando la lettura sarei riuscita a capire se il libro mi piace o no...mi sbagliavo!
ma da quanto ho capito non sono proprio l'unica!
la trama non mi avvince ma c'è un qualcosa nel realismo magico che non mi fa desistere...
sto leggendo il libro con due lunghezze d'onda..da una parte captando tutti i riferimenti tattili concreti olfattivi sonori che prendono corpo dalle pagine,un minicinema 3D e apprezzando le rifiniture umanissime dei personaggi; dall'altra parte cercando di non giudicare col solito metro le assurdità che succedono ma assaporando il fascino che il soprannaturale provoca!
in questo senso il libro mi risulta piacevole,sinceramente non riesco però ancora ad affezionarmi alla storia e alle sorti dei personaggi! - Giulina | Nov 16, 2009 Report abuse
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stessa cosa per me giulina!!!
ho finito di leggere la seconda parte ma ancora la storia non mi prende e i personaggi non mi stanno a cuore, ho l'impressione che la scrittura sia troppo "esterna", quasi asettica!!!!
Tutte le vicende sono descritte con minuziosità di particolari, ma mi sembra di assistere ad un documentario in cui il cronista espone gli avvenimenti con la solita voce piatta...L'unico fatto che mi ha creato un'emozione è stata la triste sorte di Remedios, lì ho provato rabbia per una bambina che a mio avviso è stata trattata da tutti (genitori inclusi) come un oggetto. Ma anche lì lo scrittore ha commentato con il solito tono distaccato...
- eccentrika | Nov 16, 2009 Report abuse
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Belli i vostri commenti, perchè molto "sentiti" e, inoltre, portano a galla uno dei tanti problemi che le persone sentono quando si accostano a Márquez: l'impossibilità di "catalogare" i personaggi e l'impossibilità di immedesimazione del lettore.
In questo romanzo, non ci sono i "buoni" e i "cattivi" nel senso classico. E non è neppure possibile amarli o odiarli. Non fate l'errore di giudicare nell'ottica moderna del "politically correct" e del "buonismo a tutti i costi", posizione artificiosa in cui siamo costretti a muoverci solo per evitare di essere definiti razzisti oppure omofobici o altrimenti discriminanti.
Negli anni in cui Márquez scriveva non c'erano questi problemi: un negro era un negro, un invertito un invertito e una puttana una puttana. Senza tanti mezzi termini.
Per cui, certo, sarebbe facile dire che il colonnello Aureliano Buendía era un pedofilo e condannarlo per questo. Ma sarebbe riduttivo.
Come sarebbe riduttivo dire che Rebeca e Amaranta abbiano "buttato a mare" Pietro Crespi solo perchè era effeminato, sebbene rappresenti, simbolicamente, l'amore gentile e quieto, destinato a durare, se solo lo si sapesse cogliere.
Ciò che conta è l'economia generale del romanzo: e qui tutto funziona. Il destino di solitudine cui siamo condannati noi uomini si compirà, con inesorabile precisione.
Si staglia, indubbiamente, come personaggio potente Ursula. L'unica che tenta di contrastare il caos, opponendovi la sua concretezza di "donna/madre/terra".
Ma non ce la farà.
E così, come diceva Italo Svevo: "Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute.
Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di
una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo.
Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie."E poi si ricomincerà. Si spera in meglio. Ma non credo.
:-)
- Arwen56 | Nov 16, 2009 Report abuse
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ok grazie mildega, allora mi manca ancora un capitolo per finire la seconda settimana. ahaha silvietc mi hanno divertito le tue crux sull'albero gealogico, sì in effetti gli ultimi capitoli sono sanguinosi. ricordo che mi stupì il fatto che aureliano, che ci appare davanti al plotone d'esecuzione nella prima riga del romanzo, a sorpresa si salvi, mentre invece arcadio inaspettatamente perisca allo spesso modo.
giulina credo che il soprannaturale sia presente nella vita, nelle cose che non ci sappiamo spiegare, la stessa vita è un mistero... nella continua alternanza di cruda realtà e "assurdità", come tu le percepisci, lo scrittore forse vuole rappresentare la contradditoria realtà dell'uomo, sospasa tra la scienza e l'inspiegabile, e assumere il punto di vista di chi guarda al mondo con occhi superstiziosi 0 fantasiosi.
eccentrika concordo col fatto che la voce narrante scompaia, anzi per me si mimetizza adottando la prospettiva di un cantore interno a questo epos affollato e contradditorio.
anche se disincantato e lontano dalla nostra prospettiva diciamo "evoluta", questo cantore ci racconta però numerose vicende e personaggi che mi hanno provocato forti emozioni, anzi direi che quasi tutti sono eroi tragici (per esempio: il povero prudencio; jose arcadio senior ridottosi privo di senno sotto il portico; rebeca orfana che trascina le ossa dei genitori e mancia terra; jose arcadio iunior, una specie di mostruoso macho, completamente dipendente dalla sua fisicità; la piccola prostituta che gira nei villaggi con la nonna e continua a offrirsi a 70 uomini per notte per riscattarsi; ursula stessa che si fa in quattro per accogliere, salvare e proteggere la sua prole, anche quella cattiva come arcadio, che diventa un esagitato intellettuale assassino; e poi commovente la scena dell'incontro con aureliano in prigione...; anche la figura di arcadio, con la sua attrazione inconsapevole per la madre, con la sua smania quasi autistica di stabilire l'ordine, provocando solo del male, e la sua ottusità che lo conducono alla morte, mi ha fatto pena; mi ha fatto ridere il colonnello travestito da nonnetta)
al di là di questo, penso comunque che all'autore non sia interessato tanto creare una trama avvincente e dei personaggi nei quali immedesimarsi, quanto lasciarsi andare a rappresentare la vita dell'uomo attraverso una foresta di simboli e inventando una grande fiaba piena di metafore - sardiniablues | Nov 16, 2009 Report abuse
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Sono d'accordo con Sardiniablues, Garcia Marquez non cerca empatia per i suoi personaggi: crea un affresco che è metafora della sua visione del mondo, dove circostanze e personaggi sono "aumentati" o esacebati per comporre una storia di forte valenza simbolica.
Per me, per quanto letto fino a questo momento, Cent'anni di solitudine è anche la summa del pensiero di Garcia Marquez. - Alessandra G. | Nov 17, 2009 Report abuse
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Difficile fare commenti dopo di voi...
La solitudine incombe sempre più, ogni personaggio vive la propria, incrociandosi appena con gli altri e sopra a tutti le figure di donne così “terrene”.
Come alla prima lettura, insieme al fascino della storia si accompagna un sentimento di pena per i personaggi, sempre in qualche modo perdenti, fermi su sé stessi, in una sorta di storia/giostra che si ripete all’infinito…..non li si ama, non li si odia, si potrebbe dire che li si vive - mildega | Nov 17, 2009 Report abuse
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La lettura di questa settimana è stata particolarmente scorrevole, tant'è che in un solo giorno ho terminato il programma, e a fatica non mi sono spinta oltre le pagine previste.
Devo riconoscere che questo romanzo mi infonde una sorta di tranquillità, di pacatezza, e con questo spirito imperturbabile affronto e apprezzo sempre più le vicende raccontate, pure quelle al limite dell'inverosimile, fino ad arrivare a non provare la minima inquietudine quando leggo di rapporti incestuosi, o rasenti la pedofilia (è il caso di Remedios, la sposa bambina). Questo perché la soavità, con cui sono descritti gli eventi anche più turpi, è tale da non turbare nemmeno il lettore più sensibile, e ciò è solo merito di Marquez, che riesce a dettagliare con intrigante sopore anche le situazioni più amorali, come può esserlo la fucilazione di un uomo o la violenza in un rapporto sessuale.
Mi sono soffermata sul tratteggio di Amaranta. In lei nasce e, di pagina in pagina, cresce un profondo rancore nei confronti della sorella Rebeca, con la quale si contende l'amore di Pietro Crespi. Amaranta nel corso degli anni sembra riversare quel rancore sui suoi futuri pretendenti, e troverà un velato conforto in una improbabile, ma altrettanto soave, relazione col nipote Aureliano José, forse il solo uomo al quale non ha negato una certa intimità.A proposito del raffronto Marquez-Allende. Inutilmente paragonabili, direi.
@ eccentrika
Condivido le tue impressioni di percezione di odori e aromi intensi, propri del Caribe, anche a me succede, e credo sia nell'intenzione dell'autore trasmettere quelle sensazioni. Lo stile di Marquez è talmente preciso che riesce ad arrivare direttamente ai sensi del lettore suscitando l'impressione di attivare l'olfatto, il tatto e l'udito: ecco che sentiamo gli aromi che aleggiano nell'America latina, tastiamo l'umida magia della terra tropicale, udiamo gli spari e la voce di Ursula che impreca di non fucilare Moncada – sensazioni intrise di passione e magia, mai banali o scontate. Ovviamente, gli odori descritti o insinuati non devono essere necessariamente profumi, possono anche essere cattivi odori; perché sia raggiunto lo scopo di chi scrive, è sufficiente che vengano trasmessi. Considerando, altresì, che gli olezzi tropicali sono decisamente più intensi e pregnanti di quelli cui siamo abituati, essi appaiono eccessivi al lettore occidentale, senza che questo sminuisca la qualità dell'opera, che rimane un capolavoro della letteratura. - Viola_violet | Nov 17, 2009 Report abuse
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Mi sono piaciuti molto i commenti di Silviètc, sardiniablues, Viola_violet e li condivido.
Andando avanti con la lettura il paragone con l'Allende non sussiste, ha ragione Viola_violet.
Resto a bocca aperta ad ogni pagina, tutto è così imprevedibile e sorprendente che mi ancòra sempre di più alla lettura.
- Ponzia | Nov 17, 2009 Report abuse
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*** This comment contains spoilers! ***
ragazzi io vi seguo con i ricordi visto che 100 anni lo ho letto tempo fa e ora sono impegnata con altri gruppi. La figura di Amaranta colpì anche me; da ragazza allegra si è trasformata in una zitella rancorosa. Pare quasi che anche lei si sia sottomessa al ruolo che le ha riservato il destino. Crespi si è dichirato, ma la ragazza non ne ha voluto sapere, Gerinaldo si è consumato d'amore per lei, ma Amaranta ha detto nuovamente no, salvo poi ritirarsi in casa a piangere. Non penso, come è stato scritto più sopra, che Amaranta e Rebeca abbiano rifiutato il bel musicista perchè effeminato, ma perchè sapevano che la loro strada, inesorabilmente sarebbe stata un'altra.
Il loro odio, però non è rimasto senza conseguenze, confinato a loro due, ma ha ucciso l'innocenza: la prima delle Remedios - Alisa | Nov 17, 2009 Report abuse
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volevo mettere in risalto anche una sorta di ironia che mi ha costretto a sorridere anche davanti a eventi violenti o luttuosi.... per esempio, la strisciolina di sangue che dall'orecchio di jose arcadio iunior percorre tutto il villaggio ed entra nel salotto di ursula, facendo attenzione a non sporcare i tappeti mi ha fatto morire! oppure i tentativi di togliere dal cadavere puzzolente l'odore di polvere da sparo...
una frase che mi è rimasta impressa è quella di ursula che dice "non la chiameremo con il nome ursula perchè le persone con quel nome soffrono molto".... alla fine le persone che soffrono di più sono quelle come lei, forti e concrete, che si rendono conto di non poter evitare alle persone care solitudine e dolore - sardiniablues | Nov 17, 2009 Report abuse
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Visto che continua a essere ripreso vorrei precisare che con l'Allende non ho fatto un paragone...ho semplicemente detto che ha molte similitudini, e l'ho detto rispetto ai primi 4 capitoli, poi in effetti i racconti si distanziano molto e le scritture non hanno confronto...a me le citazioni sono apparse evidenti, ma può darsi che mi sbagli
- mildega | Nov 18, 2009 Report abuse
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sì anch'io in effetti quando iniziai a leggere la casa degli spiriti riscontrai una grande somiglianza di stile... poi per fortuna dell'allende i contenuti della vicenda e lo stile si distanziano sempre più, pur conservando numerose chiare reminescenze (l'importanza della casa , le doti chiaroveggenti delle donne ..) dico per fortuna perchè la pur bravissima isabel non avrebbe mai potuto raggiungere l'altezza del colombiano, e poi lo stile di marquez è troppo originale e riconoscibile
- sardiniablues | Nov 18, 2009 Report abuse
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Tutti questi commenti entusiasti mi fanno venir voglia di riprendere in mano questo gioiello letterario, letto più di 20 anni fa e che rimane il mio romanzo preferito...
- Marty | Nov 18, 2009 Report abuse
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@ Marty: allora fallo, forza!, ti divertirai.
Ora lo sto leggendo contemporaneamente anche in lingua originale, è ancor più emozionante. :-)
- Viola_violet | Nov 19, 2009 Report abuse
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uffa sono indietro... settimana a chiocciola questa! non sono riuscita nemmeno a iniziare la terza parte. mi consolo ripensando alle alle suggestive immagini escogitate da gabo: le pietre levigate, bianche e enormi come uova preistoriche ; le mani di passero di melquiades e la sua profonda voce di organo; l'armatura del quindicesimo secolo con dentro uno scheletro calcificato che portava appeso al collo un ricciolo di donna; l'enorme galeone spagnolo incagliato nella giungla....
- sardiniablues | Nov 20, 2009 Report abuse
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Perchè nessuno dice più niente???
adesso che stavo iniziando ad appassionarmi anche io...
questi ultimi 4 capitoli hanno rafforzato la mia tesi...continuo a non affezionarmi alla storia che in fondo non c'è ma le allegorie continue riaccendono sensazioni lontane e magiche...
bellissimo il ritorno costante al pomeriggio della conoscenza del ghiaccio...è come se iniziassi a credere che ognuno di noi ha avuto nell'infanzia un pomeriggio in cui ha visto il ghiaccio la prima volta! - Giulina | Nov 23, 2009 Report abuse
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in effetti c'è poca partecipazione giulina... siamo forse tutti troppo impegnati persi nelle nostre affollate solitudini (mmm mi è venuto un ossimoro)?
è vero in tutti noi rimane il ricordo di un momento particolare, lontano nelle nebbie dell'infanzia , quando abbiamo provato per la prima volta un brivido d'emozione di fronte a una scoperta, a una esperienza nuova.... sto cercando di ricordare quale può essere stata la mia scoperta del ghiaccio! - sardiniablues | Nov 23, 2009 Report abuse
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io non vivo questo senso di "disaffezione" alla storia e ai personaggi; come ho già scritto, è vero che non è un romanzo in cui l'autore cerchi di generare empatia verso i suoi personaggi, ma io vi leggo tantissima umanità, nel bene e nel male...
- Alessandra G. | Nov 23, 2009 Report abuse
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a proposito di empatie!! ma quanto è antipatica amaranta... tra tutti è quella che la solitudine sembra proprio meritarsela!
- sardiniablues | Nov 24, 2009 Report abuse
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scusatemi se latito ma questa settimana ho iniziato a lavorare e ho avuto pochissimo tempo per la lettura!!
- Silviètc | Nov 24, 2009 Report abuse
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io invece ammiro sempre di più ursula..è ormai uno dei personaggi più vecchi della storia e nonstante questo è l'unica che davvero tenta sempre di mettersi in gioco e cercare di capire gli altri e avere un rapporto con tutti!
- Giulina | Nov 24, 2009 Report abuse
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Invece sarà strano, ma Amaranta è il personaggio che mi piace!
Io ammiro di lei la forza, l'amore per se stessa e il forte senso di orgoglio personale, che l'ha portata a mandare a monte il matrimonio con Crespi. Sarà pure vendicativa, ma è un personaggio forte e risoluto, caratteristiche che preferisco all'inerzia che mi sembra caratterizzare la maggior parte di questi personaggi, spinti qua e là dalle maree del caso...Lei è una tosta e ha deciso di prendere in mano la sua vita e didecidere da sè... - Amaranta | Nov 24, 2009 Report abuse
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Mah... Io Amaranta proprio non la capisco e forse è per questo che non mi piace molto come personaggio... Invece Ursula è la mia preferita! E' l'unica che rimane sempre con i piedi per terra e tenta sempre di rimediare ai disastri della sua famiglia, si ha l'impressione che senza di lei andrebbe tutto a rotoli!
- Kath | Nov 24, 2009 Report abuse
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Anche se non mi piace come personaggio le parti che riguardano Fernanda sono quelle che preferisco. Bellissima la descrizione del paese dove vive: un mondo cristallizzato quasi un acquario
- Alisa | Nov 24, 2009 Report abuse
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io sono molto affascinata anche dallo zingaro Melaquidas...sempre presente seppur morto da molti capitoli...emblema della curiosità umana che non può venir messa a tacere...tutte le parti in cui compare sono pervase completamente da un alone di mistero ineffabile!
- Giulina | Nov 24, 2009 Report abuse
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*** This comment contains spoilers! ***
a me pare che ci sia una cesura, un inizio di una seconda parte nel capitolo 10, con un incipit simile all'incipit del romanzo.
Ho riletto il capitolo 13, per me presenta due paralleli: Ursula che grazie alla memoria "vede" la realtà come è effettivamente e il colonnello, perso nei suoi sogni che lo mettono di fronte alla sua pochezza, e a differenza di quello che accade alla madre, tenuta in vita dai ricordi, lui sprofonda nell'abisso
Poi ci sono molti spunti, uno di questi è la paura. paura di amare come Amaranta, paura di vivere come il colonnello. Il tempo che è completamente scombinato e pare riprendere un ordine solo nella memoria e quindi nella finzione letteraria, mentre la realtà e completamente capovolta - non a caso i due gemelli Aureliano Secondo e Josè Arcadio secondo si sono scambiati i ruoli fino a non orientarsi più - Alisa | Nov 24, 2009 Report abuse
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Sono terribilmente indietro e spero di recuperare al più presto.
Anch'io Amaranta la capisco poco. Mi colpisce molto la sua forza, ma faccio fatica a comprendere le ragioni delle sue scelte.
Invece adoro sempre più Ursula, il suo essere madre a 360 gradi, è il punto fermo sul quale tutti personaggi si appoggiano. - Ponzia | Nov 25, 2009 Report abuse
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Questa settimana sono in lieve ritardo, ma ciò mi ha consentito di leggere i vostri commenti e devo dire che condivido pienamente lo stupore di Giulina e sardiniablues nel constatare scarsa partecipazione al gruppo. In effetti è un vero peccato perché il romanzo si presterebbe a molte discussioni, inoltre erano talmente tanti i partecipanti in fase di iscrizione che presumevo ne sarebbero usciti interessanti dibattiti. Comunque la mia lettura prosegue, e fortunatamente c'è qualche lettore ostinato che mi accompagna in questa avventura. :-)
Negli ultimi capitoli, abbiamo assistito al cammino nella guerra del colonnello Aureliano: egli sembra procedere di sconfitta in sconfitta fino alla vittoria finale; che poi è la vittoria nella vita, è la raffigurazione della sua forza vitale contro ogni previsione (tant'è che non muore nemmeno con uno sparo al cuore). Mi ha scosso, emozionandomi, la frase pronunciata dal colonnello a pagina 183 (con riferimento al diniego del presidente della Repubblica all'assegnazione delle pensioni di guerra agli ex combattenti): ”Questo è un sopruso⦗...⦘Moriranno di vecchiaia aspettando la posta.”. Qui è netto il richiamo a Nessuno scrive al colonnello, pare un'evocazione del racconto scritto dieci anni prima! Anche secondo voi esiste tale correlazione?
Con riferimento alle donne del romanzo: beh, che dire, a modo loro, sono tutte carismatiche, vitali e affascinanti, anche se trovo che il fascino ammaliante e insuperabile rimanga la purezza di Remedios la bella, la cui bellezza è assolutamente incontaminata da qualsiasi superficialità e frivolezza, tanto da renderla una donna sublime. Per quel che riguarda empatie e simpatie, credo che Marquez forgi i suoi personaggi sulla base degli eventi, il più delle volte casuali, susseguentesi nella vita travagliata e ingarbugliata dei caraibici. Infatti ogni tratteggio si configura come una miscellanea di caratteri, di accadimenti, di eccessi atipicamente reali, tali da confluire in un'ambientazione pressoché surreale. È questo ciò che adoro di Marquez, peraltro mio autore preferito: mi fa sognare lasciandomi sempre ancorata a terra. Egli non pretende di coinvolgerci nel suo mondo perché la sua magia non ci riguarda, però ci ammalia, ogni volta sempre di più. Francamente nessuno riesce ad essermi antipatico, neppure Amaranta, una donna invasa dallo smisurato senso di responsabilità per quanto accade ai suoi familiari, e forse proprio per quello incapace di crearsi una vita propria, che non sia al di fuori della casa natale. È una donna sola, come lo sono gli altri personaggi del romanzo e come lo siamo tutti.@ Giulina: ...continuo a non affezionarmi alla storia che in fondo non c'è...
A me pare ce ne siano, eccome. È una saga familiare, sono storie nella storia.@ Alisa: sarebbe auspicabile aspettare la domenica per inserire considerazioni riguardanti le pagine in lettura. Tuttavia, se gli altri sono d'accordo, fa' pure.
- Viola_violet | Nov 25, 2009 Report abuse
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cara viola_violet non avendo letto il racconto di cui parli, non so che dire... ma considerando che nelle sue biografie c'è scritto che marquez rimurginava il romanzo da una quindicina d'anni è assolutamente ragionevole la correlazione. a volte resto un po' perplessa per il modo in cui marquez costruisce i personaggi femminili: mi sembra che abbia una concezione positiva della donna solo in quanto madre, mentre invece le altre donne sono considerate un po' negativamente o come oggetti succubi e fragili di soddisfacimento del piacere, o come fonte di fascino erotico ai limiti del diabolico per l'uomo che ne cade vittima; e remedios la bella è l'eccezione che conferma la regola...
- sardiniablues | Nov 25, 2009 Report abuse
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@viola,
scusa ma io non sono iscritta al gruppo , partecipo un po' a spizzichi con ricordi e letture qua e là - Alisa | Nov 26, 2009 Report abuse
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gente, ormai mi sono accodata: rileggo con piacere i 100 anni. Quanti spunti in questi capitoli! uno fra tutti il potere della letteratura: una cosa esiste solo se viene ricordata. Nessuno crede al massacro degli operai mentre Josè Arcadio Secondo cerca, invano, di farlo ricordare. Io trovo dei parallelismi con "il nome della rosa" ricordate stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus?
Poi ilò nuovo diluvio che, invece di portare rigenerazione, porta disfacimento a macondo.
Non sono mancati gli episodi buffi: la fine di Amaranta a me ha divertito, con la morte che si siede a filare accanto a lei. E poi la lunga tirata di fernanda, impagabile - Alisa | Nov 30, 2009 Report abuse
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@ Alisa, anche io adoro le 2 pagine di monologo di Fernanda, senza un solo punto ad evidenziare l'irruenza irrefrenabile di delusioni e scontenti soppressi troppo a lungo...
Questo libro è incredibile, l'ho terminato ieri sera con una certa emozione... sempre più andando avanti nella lettura i personaggi mi sono parsi estremamente simbolici, come pure lo sono alcuni avvenimenti (pur immersi nell' "ordine universale" del caso, che tanto posto occupa nelle storie di Garcia Marquez).
Le considerazioni sugli ultimi 2 capitoli me le riservo per fine settimana... a scadenza dei termini... buona continuazione di lettura :) - Alessandra G. | Dec 2, 2009 Report abuse
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@alessandra. Riflettevo oggi sul personaggio di Fernanda; sebbene negativa e chiusa in un suo mondo immaginario, almeno non si lascia trasportare dagli eventi. Combatte isomma, anche se una guerra sbagliata
- Alisa | Dec 2, 2009 Report abuse
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Scorrevolissimi gli ultimi quattro capitoli letti. Pur in una concentrazione di eventi catastrofici e a tratti ingarbugliati, la prosa è stata sapientemente strutturata in maniera fluida, quasi si trattasse di un passaggio di raccordo, senza tuttavia omettere dettagli di alcune sfumature suggestive: tra queste la sfuriata di Fernanda. Il soliloquio, che pare aver colpito un po' tutti, è stato ineguagliabile, e lo è stato essenzialmente per due motivi. Il primo: è scritto magistralmente (due pagine senza nemmeno ricorrere ad un punto sono espressione di sublime maestria); il secondo: è del tutto inatteso, infatti, chi si sarebbe aspettata una tale reazione da quella donna?! Ho notato quanto capiti spesso che i personaggi di Marquez ci stupiscano, è quasi una sorpresa sistematica che ciò accada, e solitamente sono i caratteri più pacati e malinconici a palesarsi nelle manifestazioni più sbalorditive e veementi. Che poi, nella fattispecie, la forza di Fernanda si era evidenziata da subito – benché lei mantenesse quel rigore impostole dall'etichetta della sua convinzione – in particolare nel modo in cui ha saputo gestire molte faccende familiari: penso al concubinaggio del marito, sopportato per anni; alla gravidanza di Meme; al sapersi sgradita alle donne della famiglia Buendia, etc. etc. … Insomma, senz'altro un personaggio tenace anche Fernanda.
Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato trattato il tema sociopolitico nel passaggio relativo alla rivolta operaia. Sarà la mia particolare sensibilità ai temi sociali, il fatto è che mi sono emozionata leggendo la descrizione della violenza usata durante la repressione dei manifestanti inermi, colpevoli solo di chiedere a gran voce il riconoscimento di diritti inalienabili.
Un ultimo appunto per ricordare il colonnello Aureliano, il primo rivoluzionario della famiglia Buendia. Francamente la sua morte mi ha rattristato; i suoi pesciolini d'oro mi rimarranno nel cuore.p.s. Mi auguro che quantomeno per il commento finale si riattivino più partecipanti al gruppo.
- Viola_violet | Dec 2, 2009 Report abuse
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Io sono arrivata alla morte di Amaranta.......bellissimo invece il capitolo precedente su Ursula mezza cieca e solenne la fine del colonnello Aureliano....mi ha quasi commosso!
spero di riuscire a raggiungervi il prima possibile! - Silviètc | Dec 2, 2009 Report abuse
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la dipartita di Amaranta che la rende simpatica;ho trovato gustosissima la figura della morte che cusisce accanto a lei.
Avevo sempre giudicato Amaranta come una persona inacidita dalla mancanza di coraggio che le ha impedito di amare, prima Pietro Crespi, poi il Gerineldo. Tutto ha avuto inizio con la morte della prima Remedios; ecco secondo me questo episodio lo leggerei su due piani.
Il primo simbolico come la morte dell'innocenza, e il secondo più realistico: non è che Amaranta abbia veramente preparato un caffè avvelenato per Rebeca e con un lapsus lo abbia versato a Remedios? - Alisa | Dec 3, 2009 Report abuse
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@ Alisa: ... non è che Amaranta abbia veramente preparato un caffè avvelenato per Rebeca e con un lapsus lo abbia versato a Remedios?
Mmh, questa eventualità non l'avevo nemmeno supposta. Appena ho un attimo di tempo vado a rivedermi il passaggio, la faccenda mi incuriosisce...
- Viola_violet | Dec 4, 2009 Report abuse
- Alisa | Dec 8, 2009 Report abuse
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si...io ero partita tra le più scettica..alla fine l'ho terminato anzitempo,ma la discussione era già morta...alla fine mi ha conquistato...la predizione scoperta nel suo divenire è stata un epilogo spendido!
- Giulina | Dec 8, 2009 Report abuse
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Finito stanotte!!!!
Chissà che il tarlo della solitudine abbia contagiato anche la discussione visto come è andata a finire...comunque butto là un po' di peniseri.Mentre finivo di leggere il libro nel silenzio della notte fonda, fuori si scatenava un bel temporale. Per un attimo, mentre leggevo la rivelazione delle pergamene di Melquiades con Aureliano ho pensato che anch'io sarei volata via insieme a Macondo nell'istante in cui avrei chiuso il libro. Per fortuna sono ancora qui.
L'ultima frase, "le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra" ha richiamato alla mia mente in sequenza, tutta la galleria dei personaggi volatilizzati nella loro solitudine e più scorrevo le loro immagini e più notavo di come il destino solitario fosse sempre più tragico, inevitabile e ciclico. Ogni personaggio è caratterizzato da una propria solitudine, quasi speciale e fatta su misura, ma tutti sono condannati inevitabilmente alla decadenza, così come Macondo, che infine sparisce. Del resto la sua implosione era già annunciata nella sua connotazione geografica isolata e le incursioni esterne (vedi la compagnia dei bananieri o la guerra per esempio) non fanno che accelerare la sua devastazione. Solitudine come inerzia e come tempo immobile sempre uguale a se stesso.
Mi domando se Amaranta Ursula, come Ursula, si sarebbe potuta salvare se non fosse tornata a Macondo.
Marquez traccia però un fato implacabile.Cito due passi che mi hanno colpito molto perchè per me rappresentano un po' la summa della struttura del romanzo e dello stile di questo grande autore:
"Non c'erano misteri nel cuore di un Buendìa che le fossero impenetrabili, perchè un secolo di cartomanzia e di esperienza le aveva insegnato che la storia della famiglia era un ingranggio di ripetizioni irreparabili, una ruota che avrebbe continuato a girare fino all'eternità, se non fosse stato per il logorio progressivo e irrimediabile dell'asse.""La protezione finale, che Aureliano cominciava a intravedere quando si era lasciato confondere dall'amore di Amaranta Ursula, si basava sul fatto che Mequiades non aveva ordinato i fatti nel tempo convenzionale degli uomini, ma che aveva concentrao un secolo di episodi quotidiani, di modo che tutti coesistessero in un istante".
- Ponzia | Dec 8, 2009 Report abuse
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a me manca l'ultimo capitolo. questa è la terza volta che lo leggo. La prima avrò avuto 12 anni, lo lessi col piacere della fiaba, la seconda cercando di intravvedere le epoche dell'uomo ed i risvolti sociali. Questa volta, trovo nelromanzo un'allegoria della letteratura. La letteratura creatrice: è vero ciò che si racconta, ciò che si crede non quello che è successo ,vedi la cecità di ursula e la strage alla stazione. Oppure Aureliano che tutto conosce, ma dai libri senza contatti col mondo reale. Abitudine pericolosa però: la fantasia può giocare strani scherzi, come nel caso di fernanda che si ostina a vestirsi da regina quando in realtà non lo fu mai. L'ultima parte ha chiari riferimenti a borges e alle sue biblioteche
- Alisa | Dec 9, 2009 Report abuse
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Purtroppo questa lettura è stata una vera rincorsa (causa mancanza di tempo) e ho viaggiato con una settimana di ritardo rispetto a voi... ho sfruttato l'occasione del ponte per finire tutto... per ora mi limito solo a dire: stupendo. Mi è piaciuto veramente tantissimo. Spero di trovare il tempo, nei prossimi giorni, di leggere tutto quello che avete scritto. Per ora mi sono fermata solo ai primi messaggi e ho trovato spunti veramente interessanti...
- Mimas | Dec 9, 2009 Report abuse
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Ancora non ho finito ma manca poco! Troppo interessante questa rilettura!!!
- Melly25 | Dec 9, 2009 Report abuse
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no io invece mi sono bloccata, un periodaccio per leggere in santa pace ... credo che riuscirò comunque a terminarlo per gustarmi il bellissimo finale ma non so quando... ciao a tutti e grazie per la condivisione
- sardiniablues | Dec 9, 2009 Report abuse
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Non posso mancare di inserire, seppure in consistente ritardo (giustificato dalla mancanza di adsl), un commento finale a questa lettura. E' stata piacevole e seducente, come lo è sempre Marquez, ma forse l'ammalio non ha rapito nessun altro, infatti la scarna partecipazione alle discussioni non mi ha consentito confronti costruttivi e influenti con voi lettori. Questo mi duole ma non mi esime dal definire la mia esperienza assolutamente positiva.
L'ultima parte del romanzo, oltre alla decadenza completa di un intero paese, ci svela, finalmente, i contenuti delle indecifrabili pergamene di Melquiades che avevano incuriosito tutti gli Aureliani. In esse, lo zingaro, aveva predetto nei dettagli quanto realmente accaduto in cent'anni ad ogni Buendia, partendo dal capostipite José Arcadio all'ultimo discendente. Addirittura la distruzione di Macondo avviene proprio mentre Aureliano traduce l'ultimo rigo di quelle pergamene, quando si racconta della fine del paese, appunto, perché l'uragano che distrugge Macondo possa cancellare dalla memoria di tutti il ricordo dell'esistenza della famiglia Buendia, non lasciando traccia alcuna di nessun componente e delle sue gesta. Anche qui emerge il tema spesso dominante nei testi dell'autore: la ciclicità del tempo e della vita. Qui tutto nasce, muore e ricomincia in un susseguirsi inesorabile di eventi concreti o surreali; si chiude, insomma, il ciclo di una vita e ne ricomincia un altro, senza sosta.
Il finale pare un'apologia alla solitudine, appunto. Solitudine che ha pervaso ogni Buendia e Macondo tutta. Era nell'aria, si respirava ad ogni riga e si leggeva nelle parole dei personaggi, la cui vita centenaria non li ha esentati dal vivere in questa condizione pur combattendola tutti gli istanti e in qualunque circostanza si presentasse. - Viola_violet | Dec 9, 2009 Report abuse
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nel capitolo 19 il tema è la nostalgia: è la nostalgia che trasfigura il passato, rendendo belle anche le esperienze negative. Il saggio catalano che torna a casa, ma poi è rapito dalla nostalgia di Macondo, mentre quando era al villaggio sentiva la mancanza della sua patria, a me richiama un po' le ricordanze di leopardi.
E comunque torna quello che è iltema del romanzo:è vero ciò che si ricorda. Solo la letteratura puo' salvarci forse dalla solitudine? A me pare di si, però bisogna fare attenzione a non chiudersi in un mondo di fantasticherie. Fantasie che rovinano sul piano personale - è il caso di fernanda- o su quello sociale- la compagnia bananiera non è mai esistita-Anche a me sono sembrati pochi gli interventi. Io purtroppo lo ho ri-letto a spizzichi e bocconi per mancanza di tempo.
- Alisa | Dec 10, 2009 Report abuse
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Finalmente ho terminato anche io!
Innanzitutto mi scuso per essere stata poco partecipe ma questo mese è stato ricco di impegni e ho fatto veramente a fatica a ritagliarmi qualche sprazzo di tempo......ciò ha danneggiato anche la lettura che è stata discontinua e altalenante purtroppo.
Il libro tutto sommato mi è piaciuto molto ma non sono riuscita ad "immergermi" totalmente a Macondo, per certi versi l'ho trovato ripetitivo e i personaggi alla fine mi si sono confusi in testa, proprio a causa della sua ciclicità; però d'altra parte mi ha affascinato. ottima scrittura comunque!
Solo una cosa.....non capisco perchè alla fine, quando nasce il figlio di Amaranta Ursula e Aureliano, si dice che è stato il primo, nella stirpe, ad essere figlio dell'amore.......non sono completamente d'accordo...Le figure che mi sono rimaste più vivide: Ursula, Aureliano colonnello, Rebeca, Amaranta, Remedios la bella, Fernanda e Melquiades........tutti gli altri Aureliano, Arcadio e Josè mi si sovrappongono in uno solo!
Comunque peccato non essere riuscita ad intervenire di più.....sorry....complimenti invece per gli interessanti commenti a chi ha postato!
- Silviètc | Dec 10, 2009 Report abuse
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"Cent'anni di solitudine" non è razionalmente commentabile. E' come se Márquez avesse avuto di fronte un bicchiere d'acqua e ci avesse immerso un dito, cominciando a girarlo sino a creare un piccolo vortice. E in quel vortice il lettore ci può cadere, ma anche no. Dipende dai gusti. Ci ha messo anni per generarlo, quel vortice, perchè tracce di tutti i personaggi che qui troviamo stanno nei suoi precedenti racconti. Ci aveva provato a generarlo prima, il vortice, ma non ci era riuscito. Qui sì. Almeno per quanti ai quali è piaciuto. Gli altri vedranno solo un bicchiere di acqua ferma.
Poi passerà a "Cronaca di una morte annunciata", che non è un vortice, bensì un più consapevole modo di organizzare la materia suggeritagli dalla fantasia. Da un punto di vista strutturale, è forse il migliore.
E, infine, approderà a "L'amore ai tempi del colera", molto bello, certamente, ma in cui già si percepisce il "requiem" della sua vena migliore, un'atmosfera da "festa appassita".
Prima, dopo e in mezzo ai romanzi citati, ci sono molto altri libri. Ma il pieno vigore, la maturità e l'inizio del declino stanno in questi tre.
A mio avviso, un grande scrittore. Peccato che, come quasi tutti, non abbia saputo rendersi conto che era venuto il momento di fermarsi e tacere. La sua ultima prova, "Memoria delle mie puttane tristi", avrei preferito non leggerla.
- Arwen56 | Dec 10, 2009 Report abuse
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L'ho finito già da qualche settimana, quindi scusatemi se ad un certo punto non ho postato più i commenti relativi alle parti, ma siccome lo avevo già finito non riuscivo a ricordarmi i singoli capitoli.
Il libro l'ho trovato scritto bene e sicuramente è stato un gran lavoro di fantasia da parte dell'autore ed è talmente ricco di avvenimenti e di informazioni che leggere una pagina è come leggerne 5 compresse di un altro libro!! Nelle parti centrali l'ho trovato un po' noioso, soprattutto quando parlava delle guerre del colonello Aureliano Buendìa è stato difficile mantenere la concentrazione!!! Mi sono davvero sentita sollevata quando verso il finale i personaggi hanno iniziato a diventare meno numerosi... è stato un po' come godermi una stanza appena messa in ordine... e finalmente sono riuscita ad assaporare meglio gli ultimi capitoli, che a mio avviso sono stati i migliori! Inoltre il finale mi è piaciuto molto, l'ho trovato azzeccatissimo!!! Non c'è che dire, questo romanzo è "diverso" rispetto agli altri in commercio e mi sento di consigliarlo come uno dei libri che vanno letti almeno una volta nella vita, anche se ammetto che personalmente non sono riuscita ad amarlo come molti lo amano... però è stata una soddisfazione riuscire a finirlo e ne conserverò un buon ricordo!!! - eccentrika | Dec 10, 2009 Report abuse
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Con molto ritardo ho terminato il libro. Mi è dispiaciuto molto leggere questo libro con ritmo altalenante, ma gli impegni sono stati tanti in questo periodo.
In ogni caso nonostante la mia lettura incostante, "Cent'anni di solitudine" mi ha preso molto e credo che sia proprio questa la forza di un buon libro.
A mio parere, il libro è geniale e meraviglioso, con l'irresistibile aria di magia che avvolge Macondo. Il ripetersi ciclico degli eventi sembra prevalere su
ogni cosa e sembra ripercuotersi sulla stirpe dei Buendia, in cui gli Aureliano e i Josè Arcadio si alternano con i loro caratteri stereotipati.
I destini dei personaggi sembrano essere guidati da forti passioni e sentimenti, dall'amore sfrenato alla violenza di interminabili guerre, ma alla fine la
solitudine finisce per colpire, in maniera sempre personale, ogni componente dei Buendia.
La descrizione di eventi surreali mi ha ricordato molto la fantasia e il genio di altri autori fra cui i tanto amati Bulgakov e Stefano Benni.
Spero di leggere presto qualche altro libro dell'autore per farmi un'idea più completa sui suoi scritti. - Dany | Dec 22, 2009 Report abuse
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a me è piaciuto molto anche dell'amore e di altri demoni... poi mi hanno detto che l'autobiografia di marquez è molto interessante
- sardiniablues | Dec 22, 2009 Report abuse
