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Nana Vol. 1
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“È stato il demone celeste. Proprio lui, lo stesso demone celeste che mi ha ingannato facendomi credere ogni volta di aver trovato il vero amore… è successo con il cuoco, il commesso del negozio di vestiti, quello del negozio di musica e pure con Shoji! Magari il demone si è reso conto di avermi fat ... (continue)
“È stato il demone celeste. Proprio lui, lo stesso demone celeste che mi ha ingannato facendomi credere ogni volta di aver trovato il vero amore… è successo con il cuoco, il commesso del negozio di vestiti, quello del negozio di musica e pure con Shoji! Magari il demone si è reso conto di avermi fatto fin troppe cattiverie e da lassù ha voluto concedermi un dono.. un dono che ha il mio stesso nome: Nana.
Quel giorno ti ho inondata di parole, ti ho raccontato tutta la mia vita e tu mi hai ascoltata paziente, senza dirmi niente di te. Di quanti silenzi hai costellato la nostra amicizia? Ricordi quando mi hai tenuto nascosta la tua relazione con Ren? Sono gelosa dei tuoi silenzi, vorrei tanto conoscere tutto di te. Sai la cosa buffa? Ti ho sempre vista come un modello da seguire…Sei così diversa da me, come faccio a piacerti come amica? Ammiro la tua costanza e la tua forza, non trovi che se tu fossi stata un ragazzo avremmo fatto una splendida coppia? Non ridere di me, Nana…”
“Se me l’avessero predetto non ci avrei creduto…Io amica di una ragazzina petulante e trendy? Ma non scherziamo! E invece credo sia stato il destino… quello che tu chiamavi il perfido demone celeste! Se tu fossi stata una musica saresti stata uno di quei ritornelli che senti alla radio e che snobbi perché troppo semplice e commerciale…E poi ti ritrovi stupidamente a canticchiare quella melodia che ti è entrata dentro senza volerlo. Tu mi sei entrata dentro come la musica. E io per la musica ci vivo, questo lo sai… Quante volte ho cantato per te sognando di stare davanti a una platea gremita di persone, piccola Hachi? Che stupida che sei, solo tu avresti potuto accettare un nomignolo così ridicolo! Piccola Hachi, ti ho sempre trattata come il mio cagnolino, giocando a fare la persona forte, quella che ti tiene al guinzaglio…Hai mai pensato che forse sei tu quella che tiene il mio guinzaglio? Ti sei mai accorta di quanto sono io ad avere bisogno di te… e di quanto io sia fragile in realtà?”
È così che immagino i pensieri delle due protagoniste di questo manga. È possibile l’amicizia tra due persone tanto diverse? Ai Yazawa sembra rispondere, attraverso le sue splendide tavole, che non solo è possibile, ma che attraverso il rapporto con l’altro cerchiamo in qualche modo di compensare ciò che ci manca. Se all’inizio la storia mi ha lasciato quasi indifferente, mi sono lasciata pian piano catturare da entrambi i personaggi, tanto da guardare con tenerezza anche agli errori della piccola Hachi, (in italiano equivale al nostro “Fido”) alla sua superficialità in amore, dettata dalla grande paura di rimanere sola.
La Yazawa tratteggia con maestria tutti i personaggi che compaiono raccontandone la storia, cosa che magari è meno evidente in Paradise Kiss. Essendo un manga che privilegia, appunto, gli aspetti psicologici, è probabile che non piaccia a chi preferisce invece le storie d’azione.
Finora sono stati pubblicati, in Italia, 20 volumetti in contemporanea al Giappone dove il manga non è stato ancora terminato. Nel quindicesimo volumetto avviene un colpo di scena che sarei tentatissima di raccontare visto che sconvolgerà la vita delle due ragazze.
Una curiosità: in giapponese “nana” significa “sette”, un numero che ritorna più volte tra le pagine di questo manga che è diventato uno tra quelli a me più cari. Ve lo consiglio di cuore.
“Qualunque strada tu scelga, con chiunque tu decida di condividerla, mi basta che tu sia felice. Vorrei poter dire che questo è il mio desiderio più profondo, ma in realtà purtroppo, non ho un carattere così equilibrato.
La mia immagine, così come si riflette nei tuoi occhi è insieme forte e delicata. Come quella di un eroe dei fumetti, troppo perfetta per essere vera”
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