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Il piccolo libraio di Archangelsk

di | Editore: Adelphi
Voto medio di 1153
| 201 contributi totali di cui 187 recensioni , 14 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Non aggiungere in libreria e se lo si possiede già sostituirlo con il volume che trovate all'url: http://www.anobii.com/books/01cad9d9ead3d100b4/
Dani Mela
Ha scritto il 27/07/19
Ci sono tanti degli ingredienti classici di Simenon in questo libro: la provincia francese e la sua rete, sotterranea ma palpabile, di pregiudizi; un uomo solo che cerca di nascondere la propria estraneità alla comunità in cui pure vive; e sensi di c...Continua
matela
Ha scritto il 26/04/19
Giallo pastello, un po' figlio del suo tempo, scritto e ambientato negli anni cinquanta, ma una piacevole sorpresa. Un libro introspettivo, raccontato dal libraio, Jonas, che si trova a dover analizzare e riassumere la propria vita dal momento...Continua
Scarabooks
Ha scritto il 30/11/18
Un errore da non fare mai leggendo Simenon è quello di prenderlo sottogamba. Mai pensare di star leggendo solo un giallo (e questo in fondo non lo è), letteratura di puro intrattenimento. Intanto, in ogni suo romanzo puoi trovare l’impronta sorprend...Continua
Nood-Lesse
Ha scritto il 17/09/18
Se egli non era nulla, se questo era tutto, allora, perché non poteva morire senza esitazione? (R. Wright)
È il Simenon più triste che abbia letto. C’è voluto un ebreo russo immigrato in Francia, un uomo solo e tollerante, strappato alla sua patria, abbandonato dalla sua famiglia, sono occorsi il suo bisogno di appartenenza e riconoscimento per lasciarmi...Continua
Nebbia
Ha scritto il 23/07/18
Simenon è sempre piacevole, per ora ho letto solo un Maigret ma lo preferisco al di fuori di questo personaggio. Purtroppo non riesco ad apprezzare un audiolibro allo stesso modo di un libro. E' un'esperienza sicuramente diversa, il libro vero mi dà...Continua

Grillo Parlante
Ha scritto il Sep 11, 2010, 16:04
No, non aveva più niente da fare da nessuna parte. Non lo avevano capito, oppure era stato lui che non aveva capito gli altri e ormai non c'era verso di chiarire l'equivoco.
Pag. 159
Grillo Parlante
Ha scritto il Sep 11, 2010, 16:02
Non arriva forse un momento in cui la stessa intensità di dolore rende insensibili? Jonas aveva oltrepassato quel limite e, pur prestando orecchio alle parole che gli venivano rivolte, ascoltava i rumori della strada.
Pag. 137
Grillo Parlante
Ha scritto il Sep 11, 2010, 16:01
Ne fu ferito ancor più che spaventato. Erano ingiusti nei suoi confronti, e lui non lo meritava. [...] Perché il loro silenzio era ostile, su questo non c'erano dubbi. Avrebbe preferito ingiurie e fischi. Gli sarebbe toccato invece, sopportare quel s...Continua
Pag. 116
Grillo Parlante
Ha scritto il Sep 11, 2010, 15:59
[...] spesso i feriti più gravi non sentono subito il dolore, e capita persino che sulle prime non si rendano neanche conto di essere stati colpiti [...]Non provava nè dolore violento, nè disperazione. Era piuttosto come se avesse un vuoto dentro. Av...Continua
Pag. 74
Layura
Ha scritto il Aug 28, 2010, 21:07
No, non aveva più niente da fare da nessuna parte. Non lo avevano capito, oppure era stato lui che non aveva capito gli altri e ormai non c'era verso di chiarire l'equivoco.
Pag. 159

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