Angeli e demoni
by Dan Brown
(*)(*)(*)(*)( )(24,795)
Marchiati a fuoco, prima di essere barbaramente uccisi ed esposti come monito per le strade di Roma. Questa è la sorte che toccava agli Illuminati, l'antica setta di scienziati perseguitata in secoli oscuri dalla Chiesa cattolica. Un rituale crudele, ben conosciuto da Robert Langdon, lo studioso di ... More

apricots's Review

apricotsapricots wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)
Troppe analogie col Codice da Vinci
Il protagonista si ritrova disturbato nel cuore della notte da una chiamata da parte di uno sconosciuto e qualcuno che necessita il suo aiuto, che gli mostra una foto di un uomo anziano, assassinato, trovato nudo e con un simbolo proprio sopra il petto. Si scoprirà quindi che con l'omicidio avrà a che fare un'antica setta segreta, da sempre in conflitto con la Chiesa, riemersa dopo tanti anni.
Una parente stretta della vittima, aiuterà il protagonista a venire a capo di una serie di intrighi che si susseguono nella storia.
Un assassino misterioso agisce per conto di un suo superiore, mai visto né conosciuto, che lo incarica di uccidere delle persone e portare a termine un compito per interesse personale.


Si parla del Codice da Vinci o di Angeli e demoni?

Dopo aver finito il Codice e aver letto le prime pagine di "Angeli e Demoni", ho trovato le analogie abbastanza patetiche. E penso che sarebbe stata un buona scusa per molti, per piantare lì il romanzo. Però a me lo stile di Dan Brown non dispiace affatto e quindi non mi sono fatta scoraggiare da qualche triste somiglianza che c'è nella trama fra i due romanzi.
Non me ne sono pentita, ovviamente per lo sviluppo della storia i due libri si distaccano completamente, e personalmente non saprei decidere quale dei due, alla fine, mi sia piaciuto di più. Come ho già detto nella recensione del Codice da Vinci, i collegamenti storici sono sempre molto interessanti, così come quelle piccole curiosità che rendono più intrigante la storia. Il finale mi ha colpito davvero, non è stato così scontato o prevedibile come credevo. La scrittura è sempre piacevole, non si perde troppo in descrizioni e riesce a dare assuefazione senza annoiare (considerando che ho letto quasi metà libro in un viaggio di dieci ore in traghetto!).
Forse un po' troppo fantasioso qua e là, come la scena della fuga dall'Archivio Vaticano o quella della lotta nella fontana senza che ci sia qualcuno nei paraggi che se ne accorga... abbastanza improbabile, soprattutto considerando che siamo a Roma e non in una qualsiasi cittadina di provincia con 150 abitanti.
Però sono riuscita comunque ad apprezzarlo per i colpi di scena e la scorrevolezza della storia. Magari 5 stelle possono sembrare troppe a questo punto, ma considerando che non mi è pesato, l'ho trovato avvincente, lo consiglierei sicuramente e magari tra un bel po' di anni potrei anche rileggerlo, mi sembra corretto.
Ad ogni modo, prima di divorare il prossimo romanzo di Dan Brown, penso che mi prenderò una pausa.
apricotsapricots wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)
Troppe analogie col Codice da Vinci
Il protagonista si ritrova disturbato nel cuore della notte da una chiamata da parte di uno sconosciuto e qualcuno che necessita il suo aiuto, che gli mostra una foto di un uomo anziano, assassinato, trovato nudo e con un simbolo proprio sopra il petto. Si scoprirà quindi che con l'omicidio avrà a che fare un'antica setta segreta, da sempre in conflitto con la Chiesa, riemersa dopo tanti anni.
Una parente stretta della vittima, aiuterà il protagonista a venire a capo di una serie di intrighi che si susseguono nella storia.
Un assassino misterioso agisce per conto di un suo superiore, mai visto né conosciuto, che lo incarica di uccidere delle persone e portare a termine un compito per interesse personale.


Si parla del Codice da Vinci o di Angeli e demoni?

Dopo aver finito il Codice e aver letto le prime pagine di "Angeli e Demoni", ho trovato le analogie abbastanza patetiche. E penso che sarebbe stata un buona scusa per molti, per piantare lì il romanzo. Però a me lo stile di Dan Brown non dispiace affatto e quindi non mi sono fatta scoraggiare da qualche triste somiglianza che c'è nella trama fra i due romanzi.
Non me ne sono pentita, ovviamente per lo sviluppo della storia i due libri si distaccano completamente, e personalmente non saprei decidere quale dei due, alla fine, mi sia piaciuto di più. Come ho già detto nella recensione del Codice da Vinci, i collegamenti storici sono sempre molto interessanti, così come quelle piccole curiosità che rendono più intrigante la storia. Il finale mi ha colpito davvero, non è stato così scontato o prevedibile come credevo. La scrittura è sempre piacevole, non si perde troppo in descrizioni e riesce a dare assuefazione senza annoiare (considerando che ho letto quasi metà libro in un viaggio di dieci ore in traghetto!).
Forse un po' troppo fantasioso qua e là, come la scena della fuga dall'Archivio Vaticano o quella della lotta nella fontana senza che ci sia qualcuno nei paraggi che se ne accorga... abbastanza improbabile, soprattutto considerando che siamo a Roma e non in una qualsiasi cittadina di provincia con 150 abitanti.
Però sono riuscita comunque ad apprezzarlo per i colpi di scena e la scorrevolezza della storia. Magari 5 stelle possono sembrare troppe a questo punto, ma considerando che non mi è pesato, l'ho trovato avvincente, lo consiglierei sicuramente e magari tra un bel po' di anni potrei anche rileggerlo, mi sembra corretto.
Ad ogni modo, prima di divorare il prossimo romanzo di Dan Brown, penso che mi prenderò una pausa.