Come un romanzo
by Daniel Pennac
(*)(*)(*)(*)( )(8,067)
E' proprio attraverso l'analisi del comportamento, di come giorno dopo giorno interagiamo con l'oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac riesce a dimostrare alcune storture dell'educazione non solo scolastica, ma anche familiare. Laddove, normalmente, la lettura viene presentata come dovere, Pen... More

Maria's Review

MariaMaria wrote a review
15
(*)(*)(*)(*)( )
Un interessante, efficace, ironico "vademecum" che parla con grande apertura intellettuale a noi lettori, qualunque sia il ruolo che svolgiamo nella società e qualunque sia il rapporto che abbiamo con il libro, in generale.
Quindi il libro, con il relativo modo di trattarlo, di leggerlo, è il protagonista delle argomentazioni di Daniel Pennac il quale, in primis, sfata tanti luoghi comuni sul fatto che oggi gli adolescenti non leggano; luoghi comuni che spesso frettolosamente prendiamo per buoni in modo acritico, snocciolandoli come possibili impedimenti alla lettura, mentre alcuni, diciamolo pure, sono solamente alibi! Il più ricorrente di tutti è quello relativo al tempo, tutti presi dalla vita quotidiana. Mentre...

Il tempo per leggere è sempre tempo rubato [...] al dovere di vivere [...] Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.

Procedendo con lucida analisi e buon senso di "pedagogo", Pennac mette l' accento su altri motivi che creano i "refrattari" alla lettura, soprattutto tra i giovani.
Al primo posto c' è senz' altro la paura di non capire, la paura di beccarsi il biasimo non essendo all' altezza degli smemorati adulti.
Senza puntare il dito moralistico, ma siamo sicuri che la scuola usi il metodo più idoneo a suscitare interesse e passione per la lettura quando su di essa aleggia l' obbligo, l' analisi più o meno pedante!
Chi non ricorda la famosa "scheda di lettura"! Per non parlare della famiglia, spesso preoccupata, distratta, impaziente di risultati immediati e talvolta ricattatoria!

I libri non sono stati scritti perché i giovani li commentino, ma perché, se ne hanno voglia li leggano.

La passione non ha i lacci della costrizione ma necessita di essere lasciata libera di sognare, di volare!
Probabilmente o certamente, serve ben altro approccio per riconciliare i refrattari all' amore per la lettura; si devono imboccare strade senza condizioni alcune puntando sul rispetto di tempi, ritmi, gusti; sul rispetto di quei diritti che Pennac elenca in un decalogo che non inficia lo status del buon lettore.

Una delle più grandi soddisfazioni del "pedagogo" è quella - premesso che tutte le letture sono concesse - di vedere uno studente sbattere la porta della fabbrica dei bestseller e salire a prendere una boccata d' aria buona dall' amico Balzac.

Buona lettura a tutti senza proibizioni di nessuna natura!
MariaMaria wrote a review
15
(*)(*)(*)(*)( )
Un interessante, efficace, ironico "vademecum" che parla con grande apertura intellettuale a noi lettori, qualunque sia il ruolo che svolgiamo nella società e qualunque sia il rapporto che abbiamo con il libro, in generale.
Quindi il libro, con il relativo modo di trattarlo, di leggerlo, è il protagonista delle argomentazioni di Daniel Pennac il quale, in primis, sfata tanti luoghi comuni sul fatto che oggi gli adolescenti non leggano; luoghi comuni che spesso frettolosamente prendiamo per buoni in modo acritico, snocciolandoli come possibili impedimenti alla lettura, mentre alcuni, diciamolo pure, sono solamente alibi! Il più ricorrente di tutti è quello relativo al tempo, tutti presi dalla vita quotidiana. Mentre...

Il tempo per leggere è sempre tempo rubato [...] al dovere di vivere [...] Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.

Procedendo con lucida analisi e buon senso di "pedagogo", Pennac mette l' accento su altri motivi che creano i "refrattari" alla lettura, soprattutto tra i giovani.
Al primo posto c' è senz' altro la paura di non capire, la paura di beccarsi il biasimo non essendo all' altezza degli smemorati adulti.
Senza puntare il dito moralistico, ma siamo sicuri che la scuola usi il metodo più idoneo a suscitare interesse e passione per la lettura quando su di essa aleggia l' obbligo, l' analisi più o meno pedante!
Chi non ricorda la famosa "scheda di lettura"! Per non parlare della famiglia, spesso preoccupata, distratta, impaziente di risultati immediati e talvolta ricattatoria!

I libri non sono stati scritti perché i giovani li commentino, ma perché, se ne hanno voglia li leggano.

La passione non ha i lacci della costrizione ma necessita di essere lasciata libera di sognare, di volare!
Probabilmente o certamente, serve ben altro approccio per riconciliare i refrattari all' amore per la lettura; si devono imboccare strade senza condizioni alcune puntando sul rispetto di tempi, ritmi, gusti; sul rispetto di quei diritti che Pennac elenca in un decalogo che non inficia lo status del buon lettore.

Una delle più grandi soddisfazioni del "pedagogo" è quella - premesso che tutte le letture sono concesse - di vedere uno studente sbattere la porta della fabbrica dei bestseller e salire a prendere una boccata d' aria buona dall' amico Balzac.

Buona lettura a tutti senza proibizioni di nessuna natura!

Comments

0
Maria la tua recensione è bella, ma a me questo libro proprio non è piaciuto : l'ho trovato a suo modo saccente, presuntuoso ( pensa di aver scoperto lui l'acqua calda e di imporla agli altri in modo paternalistico), poi... modesto, al limite della banalità. Pensa che non ho più voluto leggere altro... More
0
Maria la tua recensione è bella, ma a me questo libro proprio non è piaciuto : l'ho trovato a suo modo saccente, presuntuoso ( pensa di aver scoperto lui l'acqua calda e di imporla agli altri in modo paternalistico), poi... modesto, al limite della banalità. Pensa che non ho più voluto leggere altro... More