Il dio del massacro
by Yasmina Reza
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Fin dalle primissime battute di questa commedia al tempo stesso esilarante e feroce appare chiaro perché Roman Polanski abbia deciso di portarla sullo schermo – e perché attori come Isabelle Huppert, Ralph Fiennes e James Gandolfini abbiano voluto interpretarla a teatro. Poche volte, infatti, un aut... More

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Nood-LesseNood-Lesse wrote a review
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Un libro irritante come una pièce teatrale (e infatti di ciò si tratta). Di solito la pièce su regge sull’equivoco, questa invece è sostenuta dal rilancio. Ogni volta che la questione sembra poter ragionevolmente appianarsi, uno dei quattro personaggi in causa le dà uno scrollone di lato e la rimette in bilico. Un bambino di undici ha tirato una bastonata nei denti ad un coetaneo. I litiganti sono i genitori del carnefice e quelli della vittima, a casa di quest’ultimi si svolge la disputa fatta di finta tolleranza alternata a provocazioni di ogni sorta che hanno il solo scopo di allungarla. Il quinto personaggio è un cellulare che suona in continuazione, che dovrebbe rappresentare un interludio comico, o forse fotografare l’invadenza che aveva l’uso quasi esclusivamente vocale del terminale nei primi anni duemila. Dieci anni dopo, con lo smartphone, l’uso si è fatto più discreto ma compulsivo: viviamo connessi e abbiamo necessità di essere rassicurati sul fatto che piacciamo.

Fin dalle primissime battute di questa commedia al tempo stesso esilarante e feroce appare chiaro perché Roman Polanski abbia deciso di portarla sullo schermo e perché attori come Isabelle Huppert, Ralph Fiennes e James Gandolfini abbiano voluto interpretarla a teatro. Poche volte, infatti, un autore è stato capace di squarciare con altrettanto soave crudeltà i veli destinati a ricoprire la costitutiva barbarie della creatura umana.

Ma siamo sicuri? A me non è venuta nessuna voglia di andare a teatro (quello è un problema mio) ma neanche di cercare il film, non mi sembra ci sia niente di originale o sconvolgente in questa commedia, semmai avrei da obiettare su come sono stati gestiti l’inevitabile escalation di violenza e l’emersione dei reali temperamenti dei personaggi. Dove sono le centinaia di detrattori di Herman Koch? Dove sono coloro che hanno maledetto “la cena” e il conto? Mi auguro che non siano gli stessi che hanno apprezzato questa commedia al tempo stesso esilarante e feroce. Con la stessa iperbole di chi ha voluto promuoverla nel corsivo io potrei definirla irritante e atroce, ma non sarei equo, la Reza non lo meriterebbe, ci son parecchi libri peggiori di questo in giro.
EderaEdera wrote a review
02
Una discussione che degenera presto, e si trasforma in una vera e propria carneficina, una gara per avere l'ultima battuta e per ferire più a fondo l'altro, un trampolino dal quale lanciarsi, un massacro da cui tutti usciranno distrutti.

La storia vede protagoniste due coppie che si incontrano per discutere di un litigio avvenuto tra i rispettivi figli.
Tutto il testo è ambientato in un appartamento, e il movimento è creato dallo scambio verbale. Questo è sempre condotto secondo gli schemi della comunicazione fàtica: una comunicazione che non comunica, ma che è un prolungamento della chiacchiera. E in quanto tale, si realizza in una falsa apertura dove le persone non riescono mai a trovare un vero e proprio contatto.
Viene fatto un largo uso delle frasi di cortesia: espressioni che appaiono come convenevoli, e che non racchiudono nessun significato se non una maschera: quella delle buone maniere. Così si ha il collasso di tutto il sistema, perché, se una volta la cortesia voleva esprimere gentilezza e rispetto verso l'altro, qui si riduce solo a falsità atta a far apparire le persone "brave persone". Anche i gesti rispecchiano a pieno come ogni comportamento abbia un secondo fine, e come il riguardo sia solo apparente: l'attenzione è pura consuetudine. E così le buone maniere, svutandosi del loro significato, diventano anch'esse falsità: i valori qui sono solo piccole finzioni.
Non ci sono attimi di silenzio, poiché questo è visto come fonte di imbarazzo, e le parole, le frasi di cortesia, hanno l'importante funzione di togliere le persone dalla vergogna.
C'è un ritmo incalzante in cui si cerca di avere sempre l'ultima battuta come se si trattasse di un duello, la conversazione infatti non ha stabilità, ma una tensione che cresce, seguita sempre da uno sfogo.

L'importante è apparire ma soprattutto apparire in una certa maniera, essere sempre nel giusto, far vedere agli altri la grandiosità della propria vita; ma quando i giochi non reggono più e i rispettivi coniugi iniziano a litigare tra loro, escono fuori le vere idee.
La verità è che loro sono davvero fatti di apparenze e che queste sono importantissime, ma dopo la discussione, una volta distrutti tutti i castelli di falsità, ci si trova davanti a sé stessi: «tutti abbiamo bisogno di credere... Di credere a un possibile cambiamento, no?»
Chiara Toniolo91Chiara Toniolo91 wrote a review
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hosemprevissutonelcastello.wordpress.com/2018/02/12/yasmina-reza-il-disordine-della-vita

Yasmina Reza, sceneggiatrice e drammaturga francese,sorprende per la sua capacità di fotografare con essenzialità e crudele onestà le ipocrisie della società borghese, il libro esplora la vera essenza dell'umanità in un lento dipanarsi dei veli delle convenzioni civili: egoismo, violenza e la legge del più forte sono il cuore che governa l'esistenza dei quattro protagonisti, che si ritrovano in un salotto per parlare dei loro figli. Il tutto è condito da una forte ironia e da un mal celato cinismo che dirompe prepotentemente
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