Il più e il meno
by Erri De Luca
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"Il più e il meno sono segni della contabilità, della partita doppia dare/avere. Qui riguardano lo scorrere del tempo. Il Più è già arrivato, era un vento di corsa alle spalle spingendo innanzi, sparecchiando tavole, sfrattando inquilini, stringendo appigli e libri. Il Più è stato giovane e indurito... More

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"Non sanno quello che fanno." È così, non lo sanno mai.
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"Non sanno quello che fanno." È così, non lo sanno mai.
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La necessità fa diventare pericolosi.
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La necessità fa diventare pericolosi.
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Ho visto il coraggio e so che è imbottito di paura. So che va sottomessa, calpestata, a mascelle serrate, occhi stretti e cuore a martello nelle tempie. So che la paura fa diventare spietati contro se stessi. E in fine di giornata ci si lava la faccia e le mani dalla polvere e dall'attrito della paura, in uno spogliatoio si rientra nei panni lasciati al mattino e ci si sente abbracciati da loro. Si rientra nelle scarpe che portano a casa, si gioca in tasca con la chiave, si crolla di sonno sul sedile di un autobus.
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Ho visto il coraggio e so che è imbottito di paura. So che va sottomessa, calpestata, a mascelle serrate, occhi stretti e cuore a martello nelle tempie. So che la paura fa diventare spietati contro se stessi. E in fine di giornata ci si lava la faccia e le mani dalla polvere e dall'attrito della pau... More
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La vita di ognuno può starsene descritta dentro qualche cammino fatto a piedi.
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La vita di ognuno può starsene descritta dentro qualche cammino fatto a piedi.
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Nei piedi che non possono portare via, si concentra la tristezza di un corpo imprigionato.
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Nei piedi che non possono portare via, si concentra la tristezza di un corpo imprigionato.
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Mi ha riso tra le braccia, il sussulto più bello che un uomo possa contenere.
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Mi ha riso tra le braccia, il sussulto più bello che un uomo possa contenere.
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Bisogna stabilire in tempo i propri confini e poi dimenticarli.
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Bisogna stabilire in tempo i propri confini e poi dimenticarli.
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Non voglio sapere niente del me stesso di allora, e un libro serve proprio a questo, a cancellare i giorni.
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Non voglio sapere niente del me stesso di allora, e un libro serve proprio a questo, a cancellare i giorni.
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E' PERICOLOSO SPORGERSI, dice il cartello ufficiale dei tempi correnti. E' necessario farlo.
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E' PERICOLOSO SPORGERSI, dice il cartello ufficiale dei tempi correnti. E' necessario farlo.
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Delle migliaia di testimonianze raccolte nell'archivio dell'isola di cernita, riporto quella di un meridionale. Buffo tradurla in italiano dall'inglese, in cui fu pensata e trascritta. "Mi avevano detto che a New York le strade erano lastricate d'oro. Quando sono arrivato mi sono accorto subito di tre cose: una, non c'era nessun oro per le strade; due, che no erano nemmeno lastricate; tre, che le dovevo lastricare io."
Quelli che viaggiano adesso senza porto di arrivo, accatastati su scialuppe e zattere, non sono attirati da leggende luccicanti, come il nostro emigrante del secolo scorso. Sanno che l'oro del sacrificio e del lavoro duro ce lo devono mettere loro. Sanno da diretta fonte l'asprezza micidiale del passaggio, lo sbarco di fortuna senza vitto, alloggio e senza la misericordia di un sorriso. Eppure puntano tutto il gruzzolo della vita in un solo lancio di dati sulla superficie del deserto e del mare. Nessuno sbarramento, ostacolo, minaccia, li scoraggia. Sono invincibili per numero e per volontà. Vengono a lastricare strade, a vendemmiare, a raccogliere olive, pomodori, mele, impastare calce, custodire bestie nei campi e anziani a domicilio. Vengono a vendere a buon mercato la loro sola merce, a noi preziosa e urgente: la forza di lavoro.
La scrittura sacra onora lo straniero, non per la sua merce di bracciante, lo onora e basta, senza tornaconto. Raccomanda di lavare i piedi al pellegrino, all'ospite improvviso. Neanche deve attendere che bussi all'uscio: Abramo di precipita incontro ai tre che vede da lontano avvicinarsi al suo accampamento, alle querce di Mamre. La scrittura sacra onora lo straniero perché è seme del mondo, perché alla specie umana fu chiesto di moltiplicarsi e riempire le facce della terra. E prescrive di amarlo: "E lo amerai come te stesso perché stranieri foste in terra d'Egitto" (Levitico/Vaikrà 19,34). E stranieri furono per quarant'anni di deserto condividendo manna in parti uguali, luoghi e tende, passi, fermate e un'alleanza stretta con la divinità scesa sul Sinai.
Straniera è la specie umana sulla faccia del mondo: "Perché mia è la terra e stranieri e residenti siete voi presso di me" (Levitico/Vaikrà 25,34). Forestiero è la condizione di partenza, la premessa. Senza di questa è facile ubriacarsi, prendersi per padroni del suolo, dell'aria, dell'acqua e del fuoco, spartirsi tra pochi le quote abusive di un condominio del mondo.
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Delle migliaia di testimonianze raccolte nell'archivio dell'isola di cernita, riporto quella di un meridionale. Buffo tradurla in italiano dall'inglese, in cui fu pensata e trascritta. "Mi avevano detto che a New York le strade erano lastricate d'oro. Quando sono arrivato mi sono accorto subito di t... More