Io sono l'abisso
by Donato Carrisi
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Sono le cinque meno dieci esatte. Il lago s’intravede all’orizzonte: è una lunga linea di grafite, nera e argento. L’uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Non prova ribrezzo per il suo lavoro, anzi: sa che è necessario. E sa che è proprio in ciò che... More

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LucyfantasyLucyfantasy wrote a review
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MirandaMiranda wrote a review
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Francesco SarzanaFrancesco Sarzana wrote a review
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NicoNico wrote a review
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Da Wired [spoiler]
Una vicenda oscura i cui pezzi sparsi si compongono nel corso della trama, fino a un grande colpo di scena che chiude il cerchio. Il male è un serial killer, l'uomo che spazza, un uomo che uccide seguendo un modus operandi preciso, un uomo verso cui, il lettore, non sa se provare più odio o pena perché con opportuni flashback l’autore ci informa sulla sua infanzia da incubo, sulla figura materna terribile che lo ha plasmato, rendendolo il mostro che è. Il male, però, si annida anche dietro le facciate borghesi delle ville fiabesche sporte sulle rive del lago di Como nel seno di una famiglia che non sa amare, nel cuore di una ragazzina di 13 anni vittima della crudeltà di un suo coetaneo che la costringe a fare cose terribili minacciandola di diffondere immagini private scattate col telefonino. Il male segna anche il vissuto di chi lo combatte, in questo caso una donna che non è una poliziotta, ma per lenire la sofferenza che le ha arrecato la vita, s’improvvisa tale, un personaggio che l’autore chiamerà per tutto il romanzo “la cacciatrice di mosche” fino all’ultima pagina, fino a quel colpo di scena di cui parlavamo prima, che chiarirà tutto connettendo un personaggio all’altro.
Tutta questa malvagità se nel corso del romanzo è multiforme e si definisce in soggetti diversi, che a volte la incarnano altre la subiscono e altre ancora ne sono sia vittime che interpreti, è sempre accompagnata dalla solitudine. Solo è il serial killer, che vive una vita anonima e si confonde a tal punto nella quotidianità del prossimo, da risultare invisibile. Sola è la cacciatrice di mosche, le cui ferite passate le impediscono di avere una vita sociale normale, di condurre un’esistenza che non sia appunto una semplice caccia. E sola è la ragazzina di 13 anni, il cui padre non si azzarda a comprenderla, forse perché ciò implicherebbe rinunciare al castello di bugie su cui ha basato la sua vita.
Simone MattaliaSimone Mattalia wrote a review
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