La morte di Ivan Il'ič
by Lev Nikolaevič Tolstoj
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Pubblicato nel 1886, questo racconto descrive la vita di Ivan Il'ic, un borghese di buona famiglia, di discreta intelligenza e qualità mondane, costantemente preoccupato del parere dei superiori, che con le loro azioni potrebbero agevolarne la scalata sociale. Anche il matrimonio sembra confacersi a... More

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enfant terribleenfant terrible wrote a review
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PRENDERE SPUNTO DAGLI SPUNTI È SPUNTARLA SULL ' IGNORANZA DELLE COSE
Ivan il ' ic ha scalato le classi sociali si è affermato come uomo di giustizia, ha seguito la strada del benessere personale e sociale, ha realizzato idee e obbiettivi, finché, finché non è arrivato il dolore fisico. Consulti da luminari, credere nelle terapie, provare sconforto nel continuo ristagnare del dolore che persiste, rimanere senza risposte alla risposta del dottore LE HO GIÀ DETTO QUELLO CHE MI PAREVA NECESSARIO E UTILE dopo la sua domanda NOI MALATI PROBABILMENTE VI FACCIAMO SPESSO DOMANDE INOPPORTUNE. Giorni che passano tutti uguali per molti, ma non per lui. Ogni nuovo giorno porta nuove riflessioni, ombre di ricordi, dove la speranza piano piano si affievola. E poi comincia a vedere LEI a sentirla arrivare inesorabile. Come possono non sentirla gli altri PER LORO È LO STESSO, EPPURE MORIRANNO ANCHE LORO. OGGI TOCCA A ME, DOMANI A LORO. Si lancia in un turbinio di pensieri, arriva anche al sillogismo di un filosofo tedesco che parla di CAIO. CAIO È UN UOMO, GLI UOMINI SONO MORTALI. LUI È UN UOMO, GIUSTO CHE MUOIA. IO PICCOLO VANJA. CON TUTTI I MIEI SENTIMENTI, I MIEI PENSIERI SONO TUTTO UN ' ALTRA COSA. NON È POSSIBILE CHE MI TOCCHI MORIRE. È un ' evoluzione giornaliera di dibattito interiore, il giorno di Caio e il giorno della menzogna E QUELLA MENZOGNA REALIZZATA SU DI LUI ALLA VIGILIA DELLA SUA MORTE, ERA UNA MENZOGNA CHE NASCEVA PER UMILIARE QUESTO TERRIBILE ATTO SOLENNE. E poi riconoscere che la cosa più pulita, più giusta è la sua infanzia, prima di essere contaminati dai grandi, dagli adulti LI NELL ' INFANZIA, C ' ERA STATO QUALCOSA DI GRADEVOLE CHE, SE FOSSE STATO POSSIBILE TORNARE INDIETRO, AVREBBE SICURAMENTE VOLUTO RIVIVERE. E PIÙ SI ALLONTANAVA DALL ' INFANZIA E SI AVVICINAVA AL SUO PRESENTE, TANTO PIÙ INSIGNIFICANTI E DUBBIE ERANO LE SUE GIOIE. Questa lettura porta in molte direzioni. Il pensiero della morte ancora vivendo e respirando, chi è accanto. Miriadi di queste storie sono state vissute, ed ognuna a seconda degli interpreti .Ma visto il dibattito attuale oggi in Italia, direi che questo tema della malattia, dell 'assistenza, della vita che lascia spazio alla morte dolorosa, debba essere risolto, (e spero con tutto il cuore non da questa classe politica di opportunisti e neppure dai quei santi tonacati )perché c ' è anche chi , al contrario di Ivan , che non vuole ogni giorno ripetere quel NON VOGLIO E AVEVA CONTINUATO A GRIDARE LA LETTERA "O"
GresiGresi wrote a review
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Il mio cuore prende spesso una strada tutta sua, se non sprecasse del tempo prezioso in cose futili e vane e invece lo impiegasse in letture profonde, intense e mature proprio come questa. La mia felicità in questi casi sarebbe durata più a lungo.
Non si tratta di una semplice storia, quella raccontata qui, in meno di cento pagine, da Lev Tolstoj. E' la storia di vita - e di morte, di un uomo maturo, di media intelligenza, con un oscuro e intrigante passato alle spalle di cui la vita, alla soglia dell'età adulta, lo induce a sprecare i momenti più preziosi. L'innocenza di un uomo catturata come un uccellino in trappola.
Per riuscire a scrivere una recensione di senso compiuto ho dovuto riannodare i pensieri, sedermi alla scrivania e concentrarmi, affinchè ciò che scrivessi avesse significato e logica.
Ivan Il'ic era rimasto, per tutto il corso della lettura, seduto a fissarmi presso la camera della sua prigionia, scarsamente illuminata da un fascio di luce che baluginava piacevolmente e mandava fuori, quasi scoppiettando, bolle di puzzo e miseria dall'esterno. Con uno stato d'animo doloroso come una penitenza, ho letto queste poche pagine sorpresa di trovarmi in un luogo in cui si trova chi ha appena accompagnato un uomo nel cammino della sua morte, angosciandosi per questo suo gesto, senza lasciarlo nemmeno per un istante. Non dovevo voltarmi indietro; dovevo semplicemente avanzare verso un punto in cui alla fine ogni cosa sarebbe cessata, io sarei potuta tornare a casa, con un guazzabuglio di pensieri che gravavano come un fardello sulle mie spalle. L'assenza di movimento, di paura, il pericolo che serpeggiava tutt'attorno e che indusse Ivan a ergere un muro contro i brutti sogni e a trincerarsi in un mondo diverso, irreale, mi diede l'impressione di sentire ancora su di me gli ultimi raggi del suo sguardo vacuo. Leggere questo romanzo, infatti, carpirne la sua anima dolente e profonda, determinò la mia permanenza fra le sue pagine, nel cuore di un piccolo grande uomo che ha agito per intensità, quasi d'impulso. Una figura che si è mossa molto vicino, nella nebbia, il cui interesse non si è limitato disgraziatamente solo a me, ma si è esteso anche a quella piccola cerchia di persone che lo consideravano amico. Sprecare tempo, idee, esercitare la propria anima per inutili inerzie, mutare convinzioni, aspirare a un nuovo e importante ruolo, vendere la propria intelligenza e fantasia non ha dato pace nemmeno a se stesso, è una crudeltà estremamente angosciante, dinanzi agli occhi del mondo, forse più del significato che cela la morte stessa.
A sua insaputa, Ivan mi aveva convocata nella sua polverosa dimora con tradizionale urgenza, ed io avevo accettato l'invito con una certa curiosità, temendo che il mio nuovo amico d'inchiostro mi riservasse qualche inutile e spiacevole sorpresa. Con lo stesso entusiasmo con cui abbraccio storie di autori sconosciuti, ho seguito con fervore l'incredibile sete di vita di un uomo solo, timoroso del futuro e della vita in generale. Allusione alla massa umana che, come un eco remoto o un riflesso opaco, ha scandito un pomeriggio all'insegna della solitudine e della monotonia. Sprofondando dentro di lui e vivendo nel mondo da lui stesso creato. Trascinata dalla corrente scintillante dei sogni, volgendo gli occhi a un fato un po’ crudele ed egoista che si è limitato a riversare macchie d'inchiostro in un paesaggio rurale in cui sembra impossibile cogliere speranze o consolazioni.
Come un sonno lungo e purificatore, sono stata a bordo di una nave il cui lento e pigro flusso mi ha trasportata in un'altra epoca, in un altro luogo, fra gruppi di artisti e gente umile. Ho osservato silenziosamente questo meraviglioso paesaggio, ma soprattutto assistito all'abbattimento fisico e morale di un satellite silenzioso e solitario che ha fluito nel suo animo per tanto tempo.
In un sudario di malinconia, miseria e povertà dell'anima, che hanno attanagliato le mie fragili membra come un cappotto troppo ingombrante, la storia di Ivan Il'ic è un quadro prettamente realistico di un uomo comune che, spiccando come un barlume di energia in un mare di miseria e spossatezza, ha fatto vibrare il mio cuore con una strana armonia. Come il tentativo di aprire il nostro cuore ad un uomo che di forza di volontà ne ha molta ma che, evidenziando il confronto con la vita e il potere esercitato dal fato, è una novella che nel suo grigiore splende e illumina i cuori di chiunque inaspettatamente decide di inoltrarsi fra le pagine di questa stramba storia.