La ragazza di Brooklyn
by Guillaume Musso
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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Stranieri (quasi) seriali - 23 feb 20
Premetto che è una trama un po’ sgarrupata, figlia di un mio errore madornale, come può, ma non deve capitare. Dopo aver scritto una trama del libro, di ci non ricordo nulla (della scrittura ovvio, non del libro), ho utilizzato lo schema per una nuova trama, ricoprendo il povero Musso. Ecco allora che, a distanza di tre mesi, scoprendo l’errore, cerco un rimedio. Purtroppo, anche usando le mie pregresse virtù esadecimale di analisi del disco rigido, non ho recuperato nulla. Quindi, scriviamo tutto da capo. È il primo libro di Musso che leggo, e devo dire, pur nella non linearità della riuscita, mi è piaciuto, più di diversi coevi scritti di altri autori, ben più celebrati. Vedremo, leggendo altro dell’autore francese, se l’impressione rimane. Tra l’altro, cito subito le frasi che riporto in finale come due esempi di “lampi di memoria” che portano luci bellissime, e personali, allo scritto. I ricordi di piccoli passaggi in giro per l’Europa me li hanno fatti rivivere, lasciandomi ancora una volta in bocca il sapore impagabile dei pasticcini di Belém. Il primo, invece, mi rimanda alle note ed alle bibliografie che ho seguito a lungo negli anni Novanta, sulle orme di quel bravissimo viaggiatore e scrittore svizzero che era Nicolas Bouvier (il primo che pubblicò in un suo sito elenchi ragionati e da condividere sulla letteratura di viaggio). Tornando al romanzo in sé, il libro comincia abbastanza sereno per le prime tre pagine, per poi iniziare un ritmo incalzante, pieno di copi di scena che non si fermerà sino alla fine. Lo scrittore nonché ragazzo-padre Raphael sta facendo un soggiorno prematrimoniale in Costa Azzurra con la fidanzata Anna. I due si conoscono da poco, e Raphael non sa nulla del passato della bella pediatra. Insiste nel chiedere chi sia Anna, e lei, esasperata, gli mostra una foto con cadaveri bruciati, dicendo “Sono stata io”. Raphael scappa via sconvolto, poi, come tutte le persone un po’ insicure, ci ripensa, torna indietro, ma Anna non c’è più. Raphael chiede allora aiuto al suo amico ed ex-poliziotto Marc Caradec. I due scoprono nell’appartamento di Anna, quattrocento mila euro in contanti e due carte d’identità false. Baratro! Chi è Anna? O meglio chi era? Di certo bisognerà scavare nel passato, cosa che i nostri due fanno. Trovano tracce di Anna, ma ogni volta la ragazza sfugge. Marc trova tracce delle impronte della signorina in una banca dati dell’Interpol. Ma sono di una certa Claire, che risulta essere stata rapita una quindicina di anni prima da un mostro pedofilo, insieme ad altre ragazze. E con loro, ed il mostro, risulta morta nel rogo del luogo dove il mostro teneva le rapite. Forse l’unica traccia è allora risalire alla madre di Anna-Claire, che però stava in America. Passo dopo passo, Raphael fa continue agnizioni sul passato della sua bella. Peccato che ogni volta, mentre sta per compiere il passo decisivo, il testimone che potrebbe parlare, la giornalista che forse potrebbe sapere, o chiunque sia in giro con informazioni, muore o scompare. Alla fine, tuttavia, come ben si capisce dall’inizio, i tasselli misteriosi vengono ricollocati al posto giusto. E tutti i personaggi riassumono la loro connotazione. Sempre un po’ grigia, che non c’è mai una netta divisione in bianco e nero. Ed anche chi pensavamo esente da macchie, in realtà ha qualche punto oscuro da nascondere. Forse il solo Raphael risulta “tutto da una parte”, ed è ovvio che sarà uno degli ultimi a comprendere tutti gli intrecci, anche impensati, che il bravo scrittore ha disseminato lungo le 400 pagine del romanzo. Anche perché (e questo è uno dei limiti per me del testo) Musso si sforza di cambiare registro spesso, passando dalla prima alla terza persona, cambiando punti di vista, alternando pensieri e tempi dell’azione. Un buon thriller, che forse cerca di sparare troppe cartucce nella cascata dei finali a ripetizione, ma che è anche un romanzo sul modo di ricostruirsi la vita di una persona che, ad un certo punto ha visto tutto il suo mondo crollare, senza poterlo sostituire con qualcosa d’altro. Con quella domanda di fondo, che aleggia all’inizio e ci portiamo per tutto lo scritto. È possibile e corretto sapere “tutto” di un’altra persona? Chi stabilisce quale sia il limite? Io, immanente, preferisco sapere chi sei ora, e su questo baso i nostri rapporti. Ma… Comunque, rimane un libro che ha un suo interessante sviluppo. E tutto sommato, piacevole.
“Ci siamo incrociati qualche anno fa. La intervistai al festival Étonnants Voyageurs nel 2011.” (135)
“Ricordo i frontoni gotici delle case in riva ai canali di Amsterdam. Ricordo … la pioggia in Scozia. Ricordo l’azzurro degli azulejos dell’Alfama, l’odore di polpo grigliato nelle strade di Lisbona, la freschezza estiva di Sintra e i pasteis de nata di Belém…” (404)
NursekaNurseka wrote a review
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GeredsGereds wrote a review
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ValeVale wrote a review
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ADRENALINICO..MENO
Anche questo romanzo di G.Musso è un turbine di colpi di scena. I personaggi sono sempe in movimento e le indagini si svolgono in città e stati diversi.La verità che gira attorno alla misteriosa scomparsa di Anna la fidanzata/promessa sposa di Raphael (il protagonista) si scopre di capitolo in capitolo. Non manca lo scoop finale. Meno adrenalinico di Central Park ma sicuramente con un finale meno triste