Le solite sospette
by John Niven
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Quando Susan - a causa dei vizi nascosti del marito - si ritrova vedova e con la casa pignorata, insieme ad alcune amiche decide di compiere una rapina. Contro ogni probabilità, il colpo va a buon fine, e alle «cattive ragazze» non resta che raggiungere la Costa Azzurra, riciclare il denaro e sparir... More

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tintatuttatintatutta wrote a review
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fantastico
labibliotecadellibraio.blogspot.com/2021/04/rubriceh-tu-leggi-io-scelgo-27.html
Le prime parole che mi sono venute in mente quando ho terminato di leggere Le solite sospette, sono state: "ma tu vedi se dovevo innamorarmi della scrittura di Niven! Dov'era scritto?"
Eh sì perché ragazze/i, io ne sono rimasta affascinata.
Il mondo che John Niven descrive è quel mondo che difficilmente riesci a immaginare, perché abbiamo un'idea stereotipata degli "anziani", non me ne vogliano, ma è l'unico termine meno offensivo che mi è venuto in mente, perché per me è la parola "vecchio" che mi risulta brutta.
In effetti quando possiamo dire che una persona è vecchia?
E' una riflessione che nell'ironia del romanzo ho più volte fatto.

Julie guardò l'ottuagenaria semiparalitica, che aveva arruolato insieme a un ottuagenario col girello e la bombola d'ossigeno per fare una rapina a mano armata, scendere la collina.
Si alzò per seguirla e sospirò tra sé e sé. - Io sono davvero fuori di testa - disse.

Susan è una donna che ha vissuto più della metà dei suoi anni accanto a un marito che non le ha mai fatto mancare nulla e quando scopre al momento della morte cosa si celi dietro la sua vita, non sa cosa fare, soprattutto perché la banca vuole toglierle l'unico bene a cui è legata, la casa. La sua migliore amica, Julie ha una vita che non le va giù, non è stata molto fortunata e dopo una serie di fallimenti si è ritrovata a lavorare in un ospizio, dove però trova persone spassose come Ethel, ultra ottantenne con uno spirito da ventenne.
Cos'hanno in comune queste donne?
E' quello che mi sono domandata tra una risata e l'altra, perché questo libro l'ho adorato dall'inizio alla fine.
Potrebbe sembrare nulla ma sono donne che oltrepassata la soglia over 60 non hanno più uno scopo nella vita ma non è così e da tranquille nonnine si trasformano in impavide rapinatrici.
Non vi racconterò cosa succede, perché con le lacrime agli occhi ancora ora ripenso a questa storia così rocambolesca e davvero assurda.

John Niven con la sua scrittura mi ha completamente spiazzata, aprendo un mondo per me completamente nuovo quello dell'umorismo e dell'ironia, della commedia dell'assurdo, perché attraverso le vicende di queste donne, osservi come la vita non finisce neanche se sei su una sedia a rotelle, perché dalla vita bisogna trarre tutto anche il più piccolo suggerimento che non ti faccia cadere nella monotonia, nella costanza giornaliera che il più delle volte le persone si ritrovano a vivere.
Ecco perché con questo libro lo stereotipo della nonnina è stato completamente scardinato dalle fondamenta creando personaggi forti non solo nell'animo ma anche nel carattere.

Una commedia all'americana che vede l'assurdo insinuarsi in tutti i gesti e le azioni sconsiderate e pazzesche.
Donne che non si sono lasciate coinvolgere dagli eventi, donne che hanno reagito appena gli è stata data l'opportunità.
Direi quasi che questo libro è un inno alla donne alle quali noi abbiamo dato uno status che è quello di "nonne" ma che c'è molto dietro la semplice apparenza.

Niven utilizza inoltre anche un linguaggio forte, soprattutto su personaggi come Ethel che dal pulpito della sua sedia a rotelle riesce a gestire tutte le difficoltà con ironia e sagacia, nonché con un linguaggio a volte anche "scurrile" ma che su di lei le calza a pennello rendendola forte e arguta.

Scoprendo Niven mi sono anche domandata quanto questa letteratura mi piaccia perché a volte anche io mi cullo di ciò che so piacermi senza andare oltre e vi dico che penso proprio che un altro libro qi questo autore lo leggerò!!!
ValentinaValentina wrote a review
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FaydFayd wrote a review
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