Ossa di ghiaccio
by Kathy Reichs
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IncipitmaniaIncipitmania wrote a review
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zombie49zombie49 wrote a review
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Kathy Reichs non ama la montagna
Brighton, la giovane figlia di Blythe Hallis, una delle donne più ricche e in vista di Charlotte, è morta durante un tentativo di scalata all’Everest. Il suo corpo congelato è rimasto x tre anni sulla montagna, nella “Death zone”, a oltre ottomila metri, impossibile da recuperare. Il suo cadavere martoriato è stato restituito, a una quota inferiore, da una valanga scatenata dal terremoto del 2015, ed è stato rimpatriato. La madre desidera che sia la dottoressa Brennan, famosa antropologa forense, a eseguire l’autopsia e a determinare le cause di morte. Tempe svolge il difficile compito con la consueta perizia e dedizione, e scopre indizi inquietanti: forse il decesso non è stato accidentale. Kathy Reichs dedica questo libro ai morti non recuperati sulla via della scalata all’Everest e alle vittime del terremoto in Nepal, ma non ama la montagna e il libro ne risente: la scarsa partecipazione emotiva dell’autrice rende il romanzo poco interessante. Lo spunto è intrigante, ma la storia è improbabile e poco coinvolgente, il disegno dei personaggi è appena abbozzato, nessuno suscita empatia. Il libro è apprezzabile per la consueta precisione nei più crudi dettagli medici, ma sembra strano che la priorità di Tempe per l’identificazione del cadavere non sia l’esame del DNA. Amo la montagna e m’infastidisce la distaccata arroganza e sufficienza con cui Kathy Reichs tratta degli alpinisti che scelgono di rischiare la vita per scalare una vetta: è evidente che non ha mai provato la gioia di un successo sportivo. Forse è vero, chi pratica sport estremi subisce il fascino della morte, ma si potrebbe obiettare che ci sono modi più piacevoli di trascorrere una domenica che sezionando un cadavere decomposto o facendone bollire le ossa. La citazione di famose marche di abbigliamento sportivo, e ancora di più la pubblicazione come singolo di questo racconto già incluso nella raccolta “Ossa”, sembra una sgradevole scelta commerciale.
Giò_LadykillerGiò_Ladykiller wrote a review
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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Finale di ossa - 31 dic 17
Avendo per qualche tempo saltato le letture dell’esimia scrittrice nonché factotum della serie televisiva “Bones”, ho cercato di rimettere un po’ d’ordine nella cronologia della serie stessa. Secondo quindi la “nomenclatura” che la stessa Reichs propone, questo è l’episodio 17 1/2. Perché in realtà è più che altro un racconto lungo, che si colloca tra “Le ossa non mentono”, tramato quasi un anno e mezzo fa, e “La verità delle ossa” (vedi sotto). In effetti, è uno di quegli spunti di passaggio, che servono a cucire un po’ la serie, inserendo qualche elemento chiarificatore, ma che non porta molto all’economia dello svolgimento del grande filone della saga. Intanto, l’episodio 17 si era chiusa con la proposta di matrimonio fatta da Ryan, il canadese che da decine di puntate va su e giù nel cuore della nostra dottoressa. Ebbene, in questo racconto, viene nominato due volte, ma non entra né nella storia né nei pensieri di Tempe. Alle prese con l’analisi di una persona morta scalando l’Everest. Questo spunto dà modo alla nostra scrittrice di scrivere righe su righe pesanti (e condivise) contro la moda assurda del turismo d’alta quota, dell’impreparazione di persone che pensano che facendo un selfie a 8000 metri tutto si più bello e radioso nella loro vita. Non solo, ma anche di ricordare il catastrofico terremoto nepalese del 25 aprile 2015, e di spezzare una lancia a favore delle ONG che stanno lavorando per la ricostruzione di quel martoriato territorio. La parte anatomo-patologicamente interessante è tutta la descrizione sia del modo in cui si possa arrivare all’ipotermia, sia cosa succede al corpo in quelle condizione estreme. Dove non ci sono batteri, e dopo 3 anni è possibile analizzare un morto come se fosse appena deceduto. Ricordo di passaggio tutte le strombazzature intorno a Ötzi, la mummia del ghiacciaio del Similaun. La morta è figlia di una eminente famiglia di Charlotte, dove lavora Tempe, che vuole sapere come sia morta la figlia. Ragazza dedita agli sport estremi, con qualche interesse in ONG per il recupero di spazi puliti in alta quota (ma qualche dubbio sulle sue capacità finanziarie lo abbiamo subito), e che vuole toccare il record “delle Sette Cime”. Inciso per gli appassionati della montagna: le “Sette Cime” sono i sette monti più alti di tutti i continenti, considerando l’America divisa in due ed includendo l’Antartide; nella nota finale ne riporto i dati. Ma noi subodoriamo subito qualcosa di losco. Sia perché ci sono traumi poco spiegabili sul corpo, sia perché la spedizione della giovane Brighton era senza guida, e composto da altri 4 suoi amici (3 uomini e una donna) altamente sospetti. Non mi dilungo sulle motivazioni e le possibilità dei sospetti, che vengono smontate ad una ad una dal detective della polizia di Charlotte, “Skinny” Sliddell, anche lui personaggio ricorrente, e con un suo piccolo spazio. Tra l’altro cominciamo ad avere dei sospetti che qualcosa stia cambiando, dato che “Skinny” si presenta meno trasandato del solito. La storia va avanti un po’ banalando qua e là, e solo verso la fine anche Tempe ha la prova che la morta non è Brighton, ma una cilena di nome Victoria, che è stata Brighton ad ucciderla per sfuggire alla polizia federale che stava bloccando le sue illecite speculazioni finanziarie. Peccato poi che la neo-rediviva Brighton-Victoria sia poi realmente morta poco tempo dopo, scalando la vetta dell’Aconcagua cileno. Ma anche questa fu vera morte? C’era forse qualcuno dei suoi vecchi amici con lei? Beh, non sarà una sorpresa, anche se inserito nel solito finale ad effetto in cui Tempe rischia qualcosa. Purtroppo è sempre lo stesso tipo di effettaccio che cerca l’autrice e dopo un po’ è stancante. Comunque il finale ve lo dovete leggere, che io non apro più bocca. Se non per due considerazioni finali. A più ripresa, Tempe si incontra con una sua amica di nome Anne. Peccato che, a mia memoria, compaia solo, e senza neanche tanti ricordi, in “Morte di lunedì” (episodio 7), mentre qui sembra che siano pappa e ciccia. La seconda invece riguarda la battuta che riporto sotto. Non riuscendo a capire molto della morte di Brighton, Tempe si lancia in una elencazione di possibili cause del decesso, includendo la citazione che riporto. E che solo i più esperti avranno capito sia tratta da quel divertente e poco noto ai giovani gioco di società, dal nome di Cluedo. A quanto volte ci giocai…
“Quale la causa del decesso? … Strangolata in biblioteca con una fune dal Colonello Mustard?” (27)
SETTE CIME (in ordine di altezza): 1. Antartide – Massiccio Vinson, 4.892; 2. Africa – Kilimanjaro (Tanzania), 5895; 3. Nordamerica - Monte Denali (Alaska), 6194; 4. Sudamerica – Aconcagua (Cile), 6962; 5. Asia – Everest (Nepal), 8848. Poi ci sono due dispute: 6. Europa – se consideriamo la “vecchia”, Monte Bianco (Italia), 4810; se consideriamo la “nuova”, Elbrus (Georgia), 5642; 7. Oceania – se consideriamo la terraferma, Monte Kosciuszko (Australia), 2228; se consideriamo la parte insulare, Puncak Jaya (Nuova Guinea), 4884