! SCHEDA DOPPIA - American Gods
by Neil Gaiman
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SCHEDA DOPPIA
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Rosaria Luisa D'AngeloRosaria Luisa D'Angelo wrote a review
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Chi non ha mai guardato supercar e gli sarebbe piaciuto essere il passeggero sulla mitica KITT? Chi non ha mai esplorato a fondo il mondo di GTA San Andreas ascoltando Xradio? Chi non ha mai desiderato fare la Route 69 su un'Harley? Ecco questo libro è per voi!
Sono tanti gli spunti di interesse di questo magnifico pezzo di letteratura.

Da subito si nota la bellezza con cui Gaiman sviluppa i personaggi: tutti molto dettagliati e unici; ognuno dotato di morale propria e incredibilmente singolare.
La storia, anche se a volte un pò pomposa e prolissa, si rivela interessantissima fino al colpo di scena finale.
Ma la cosa che rende questo libro un masterpiece è il suo viaggio nell'americanità. Gaiman ricrea quell'America che va oltre New York e Los Angeles, la sua è l'America vera: quella dei piccoli paesini che tengono sul cartellone il numero di abitanti e sono ultra orgogliosi dei piccoli successi della locale squadra di pallavolo di 13enni, quella dove i vecchi del paese raccontano solo storie di pesca e di caccia, quella delle macchine a buon mercato e di ristoranti tutti uguali. 
Questa è una visione reale, scritta su una storia fantastica (nel senso di basata su fantasia), di un paese che forse dovremmo conoscere meglio senza l'ausilio delle varie sit-com della FOX.

ll romanzo è a dir poco sorprendente, originale e... ricco. Sì, ricco di dettagli, di fantasia, di descrizioni e dialoghi ai limiti dell'assurdo, tanto da risultare qualche volta grotteschi.
In generale, devo proprio dire di aver amato ogni singola maledettissima pagina di questo romanzo. In più:

- ho amato Shadow, (tra l'altro immaginarmelo come il cantante dei Nightwish, non ha aiutato a non innamorarmene), la sua intelligenza e arguzia, la sua bontà d'animo e il suo amore sincero per Laura. Mi è piaciuto molto il suo personaggio, pregi, difetti, fortune e sfighe compresi;

- ho amato quell'imbroglione, nonché pazzo scatenato, di Wednesday, benché abbia trovato la sua figura piuttosto spregevole. Tuttavia il suo senso dell'umorismo ai limiti del cinismo mi hanno davvero fatto fare grasse risate;

- ho adorato tutte le divinità descritte, dalle più conosciute (Horus, Bastet, Thot, Odino) alle sconosciute; naturalmente, tutte dalla parte degli dèi dimenticati. Le divinità nuove, teoricamente inventate (anche se, parlare di invenzione in un simile romanzo...è davvero difficile e le mie parole risultano essere più esilaranti di tutto l'intreccio messo su da Gaiman ;) ) le ho piuttosto detestate.

L’uomo non ha bisogno dell'adorazione dei suoi simili e vive lo stesso anche senza di essa..
E forse questo è il messaggio sublimale del libro.
Sappiamo noi vivere bene anche quando non siamo acclamati dai nostri simili?
Se la risposta è si, allora siamo più saggi degli Dei....
Di questi dei miserandi descritti in questo libro.
LeeLee wrote a review
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Attilio FacchiniAttilio Facchini wrote a review
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"American Gods" è un libro molto, molto interessante e molto particolare.
Lungo e assai complesso, è un'avventura che si dipana attraverso un viaggio nella grande America, un viaggio fisico, metafisico e spirituale. Mitico.
Il romanzo rientra in un genere del tutto peculiare che si potrebbe definire "fantasy mitologico".
Parte da un'idea affascinante: gli dèi (e intendo ogni divinità, compresa quella cristiana) esistono perché creati da un bisogno superstizioso degli uomini. Si tratta di un bisogno irreale, ma ciononostante le divinità che ne scaturiscono sono assolutamente reali, anzi molto più reali di quanto si potrebbe credere o di quanto si sarebbe tentati a credere. E questa è la prima parte dell'idea.
La seconda parte, altrettanto forte e affascinante, è che gli dèi, una volta creati dagli uomini, hanno bisogno degli uomini per sopravvivere. Hanno bisogno che gli uomini credano in loro, che li preghino, li venerino, che facciano sacrifici di sangue in loro onore. Quando l'uomo, o meglio, un territorio si dimentica dei propri dèi, la divinità viene letteralmente dimenticata, scompare, muore. Quando invece il territorio continua a ricordarsene, si assicura un'esistenza protetta, che è proprio quanto in origine richiesto dai primi uomini che inventarono le prime divinità.
Il tutto si svolge negli Stati Uniti, un territorio, cioè, che per la gran parte ha importato le antiche divinità e che, tuttavia, ne ha create di nuove e ne crea di continuo: divinità tecnologiche, economiche, industriali, televisive. Le nuove divinità sono pronte a prendere il posto e a surclassare le vecchie divinità come Odino, Easter, Loki, i Pixies, la dea Kalì. Ma le vecchie divinità non hanno alcuna voglia di cedere il passo se non a costo di un bagno di sangue che rappresenta ancora una volta il sacrificio necessario per la sopravvivenza dell'essere divino.
In questa grande guerra mitologica si muove Shadow, un uomo qualunque, all'apparenza, ma che in realtà si rivela pieno di misteri. Shadow, "l'uomo ombra", si trova ad agire in un mondo che non conosce, e in modo inconsapevole viene guidato, quasi come una marionetta, tra eventi e segreti molto più grandi di lui.
Leggere "American Gods" non è stato semplice, lo ammetto. Ma è stato molto appagante perché questo libro è una fonte continua di stupore e ogni pagina ti fa capire quanto grande sia stato il lavoro di Gaiman nella documentazione, nella ricerca stilistica, nella struttura quasi perfetta, nell'alternanza di registri, nell'aver osato trattare un argomento immenso racchiudendolo in un contesto difficile come quello americano.
In definitiva mi viene da pensare che con questo libro Gaiman abbia scritto il Grande Romanzo Americano, ormai entrato nel mito della narrativa statunitense e che ben figurerebbe tra le divinità di "American Gods".