Shantaram
by Gregory David Roberts
(*)(*)(*)(*)(*)(5,313)
A novel of high adventure, great storytelling and moral purpose, based on an extraordinary true story of eight years in the Bombay underworld. 'In the early 80s, Gregory David Roberts, an armed robber and heroin addict, escaped from an Australian prison to India, where he lived in a Bombay slum. The... More

All Reviews

45 + 1056 in other languages
AlessandroAlessandro wrote a review
00
(*)( )( )( )( )
ChiaraChiara wrote a review
04
(*)(*)(*)(*)(*)
Lin, Prabaker, mi rimarrete nel cuore.
Mai come nelle pagine di questo romanzo ho desiderato conoscere i personaggi di questa splendida storia, indimenticabile come l’India, suggestiva protagonista del mondo materiale e spirituale che fa da cornice alle vicissitudini di queste anime perse ma salde, uniche ma comuni.

Un romanzo che è un’esperienza di vita, che consente di sperimentare il brulicante microcosmo di uno slum, la placida esistenza di un villaggio tra le campagne, lo squallore e l’orrore di una prigione indiana, la rabbia e l’impotenza contro le sfortune e i dolori della perdita dei propri amici e mentori; l’amore platonico, quello impossibile e anche quello possibile, l’evasione da un carcere o attraverso una dose di eroina, l’asprezza di una vita in guerriglia e quella più indolente e spavalda di un clan mafioso.

Un viaggio che ha accompagnato la mia quarantena, ma che ha saputo trasportarmi lontano, in un luogo esotico e magico, rendendomi lieve un periodo pesante, lasciandomi in bocca un sapore agrodolce, un ricordo indelebile della miriade di sensazioni che son riuscite a sovrastare il buio della realtà, portandomi la luce della meraviglia.

Non private la vostra vita di questa lettura. Ne uscirete rinnovati e diversi perché....

“La verità è che fortuna e sfortuna non contano e non importa ciò che stai facendo: puoi cambiare completamente la tua vita con un solo pensiero, con un solo gesto d’amore. ... Perché la vita è così. Procediamo a piccoli passi. Rialziamo la testa e torniamo ad affrontare il volto feroce e sorridente del mondo. Pensiamo. Agiamo. Sentiamo. Diamo il nostro piccolo contributo alle maree del bene e del male che inondano e prosciugano la terra. Trasciniamo le nostre croci ammantate d’ombra nella speranza di una nuova notte. Lanciamo i nostri cuori coraggiosi nelle promesse di un nuovo giorno. Con l’amore: l’appassionata ricerca di una verità diversa dalla nostra. Con struggimento: il puro, ineffabile anelito di essere salvati. Poiché fino a quando il destino ce lo consente, continuiamo a vivere. Che Dio ci aiuti. Che Dio ci perdoni. Continuiamo a vivere. “
M I K I O L M I K I O L wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)
01
(*)(*)(*)(*)( )
[Testo italiano in fondo]
For years I felt like "I had" to read this book, but at the same time it gave me the sensation of a sickly sweet essay on western-interpreted eastern philosophy. Then one day I stepped into the original English 'version' of the book, and bought and started it at once.
In fact the story is not a sickly sweet philosophy treatise; there is on the contrary a great deal of fresh human blood flowing, towards which the main character and narrator seems inevitably attracted every time a chance occurs.
The novel is basically the true narrative of Gregory David Roberts in India, despite some quite unlikely events (at least in the close succession in which they are presented): Lin's sudden coming out from an Indian prison then fresh and ready for an important meeting after only one hour or, again, he calmly sitting in a bar just after an almost deadly fight. But they seem to be only narrative devices, and the trueness of the story can be felt at every page. The book reminded me of India more than every other thing in many years since my first and (so far) last trip there. The flavour and the people of that unique country were all in the book, unchanged.

Per anni ho saputo di "dover" leggere questo libro ma mi dava anche la sensazione di uno stucchevole trattato occidentale di filosofia orientale. Poi un giorno mi sono imbattuto nella 'versione' originale inglese, comprato e subito iniziato.
In effetti la storia non è affatto un compendio filosofico, al contrario c'è molto fresco sangue umano che scorre, verso il quale il narratore e protagonista principale sembra fatalmente attratto ogni qualvolta si presenta l'occasione.
La trama è praticamente la vera storia di Gregory David Roberts in India. Ci sono cose un po' improbabili, (almeno nella successione in cui vengono presentate) tipo il suo uscire all'improvviso da una prigione indiana e dopo un'ora essere freschissimo e pronto per un incontro importante o, ancora, essere tranquillamente seduto in un bar subito dopo un combattimento quasi mortale. Ma questi sono molto probabilmente espedienti narrativi; la storia in effetti trasuda 'verità' in ogni pagina e, in molti anni dal mio primo (e per ora ultimo) viaggio, mi ha ricordato l'India più di ogni altra cosa. Il sapore e i personaggi di quella terra unica sono tutti li, tali e quali.
Jacopo ZengaJacopo Zenga wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)