The Diary of a Young Girl
by Anne Frank
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SUN50SUN50 wrote a review
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I wish I had read this earlier in my own life (con TRADUZIONE)
This is probably one of the best books I have ever read. You would think that reading a teenager's diary would be predictable and boring, but that is not the case here. I'm not surprised that people have questioned the diary's authenticity. Anne is exceptionally bright (which makes you wonder how intelligent Margot is since Anne says she is the smart one) and a great writer. At times I was wondering if perhaps it was just the translators who made her writing better than it actually was. I don't think so. You can tell by the way that she thinks that it is really her. Over the pages you can see Anne grow and mature. She is only a teenager, yet she is wise beyond her years. Despite her extraordinary situation you can see many of the struggles that are common to teenagers and all people.

I especially liked the book because I felt like Anne shares a lot of common personality traits with me. I loved her honesty, she wasn't afraid to say it like it is or talk about things that would make some people feel uncomfortable. I feel like the way that our minds think and ruminate is something we share as well. There are also things like the love of nature that made me feel like we would have been good friends had we known each other. That is why her writing is so brilliant, she writes in her journal as if she is writing to her best friend, someone she can confide everything to, and it really leaves her mark on the pages. Her soul lives on through the profound words that she captured in her diary.

At one point in her diary she mentions that she would like to be a writer some day, that she wants to do something that people will remember her by long after she is gone. Little did she know that her dream would come true, through an ordinary diary. A must read.

TRADUZIONE

Questo è probabilmente uno dei migliori libri che abbia mai letto. Si potrebbe pensare che leggere il diario di una adolescente sia prevedibile e noioso, ma non è così. Non mi sorprende che la gente abbia messo in dubbio l'autenticità del diario. Anne è eccezionalmente brillante (il che fa pensare a quanto sia stata intelligente Margot, visto che Anne dice che la sorella è quella intelligente) e una grande scrittrice. A volte, durante la lettura, mi sono chiesta se forse fossero solo i traduttori a rendere migliore la scrittura. Ma non credo. Si capisce dal modo in cui pensa che è davvero lei. Nelle pagine si può vedere Anne crescere e maturare. È solo un'adolescente, eppure è saggia oltre la sua età. Nonostante la sua situazione straordinaria si percepiscono molte delle lotte comuni agli adolescenti ed a tutte le persone in generale.
Il libro mi è piaciuto soprattutto perché mi è sembrato che di condividere con Anne molti tratt della personalità. Mi è piaciuta la sua onestà, non aveva paura di esprimersi, così com'è o di parlare di cose che avrebbero fatto sentire alcune persone a disagio. Anche il modo in cui la nostra mente pensa e rumina èqualcosa che condividiamo. Ci sono anche cose come l'amore per la natura che mi hanno fatto sentire come se fossimo state buone amiche se solo ci fossimo conosciute. Ecco perché la sua scrittura è così brillante, scrive nel suo diario come se scrivesse al suo migliore amico, qualcuno a cui può confidare tutto, e questo lascia davvero il segno sulle pagine. La sua anima vive attraverso le parole profonde che ha catturato nel suo diario.
A un certo punto del suo diario dice che avrebbe voluto diventare una scrittrice un giorno, e voler fare qualcosa per cui la gente la ricorderà per molto tempo dopo che se ne sarà andata. Non sapeva che il suo sogno si sarebbe realizzato, attraverso un normale diario. Un libro da leggere assolutamente.
NoodlesNoodles wrote a review
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noodlesjournal.wordpress.com/2009/10/13/diario-anne-frank

La lettura del Diario di Anne crea un classico rapporto di prospettiva. Come per molte opere private o comunque autobiografiche pubblicate postume il lettore si trova in una posizione di superiorità rispetto al narratore. Così, le pagine più felici, quelle più animate dalla speranza per il futuro divengono, loro malgrado, quelle più tristi per il lettore che sa che quel futuro non ci sarà. La Anne che emerge è una scrittrice molto dotata (in assoluto, e non solo in relazione alla sua giovane età) e soprattutto un’osservatrice sopraffina. Nel diario dei campi di concentramento non c’è traccia; c’è una prigionia forzata che dopo un po’ diventa abitudine. L’orrore è solo un’ipotesi, il ricordo di amici scomparsi che diventa insopportabile – per il lettore – quando è costretto ad assistere, impotente, all’incoscienza di una ragazzina che fa progetti per il dopoguerra e ringrazia Dio di averla risparmiata!
Faccio fatica a leggere libri, a vedere documentari o film sul nazismo, come se il cervello si rifiutasse di pensare che l’uomo possa cadere così in basso, attuando un genocidio con l’orrore della metodicità. Primo Levi scriveva che il peccato più grave dei nazisti non stava “tanto” nell’uccidere milioni di ebrei, ma di pretendere – prima ancora – di privarli della loro stessa umanità. E il fatto è che ancora oggi la storia si ripete.
L’edizione Einaudi riporta in appendice documenti storici sul destino dei Frank (oltre che un interessante saggio filologico sui “Diari” e sulla ricostruzione editoriale-autoriale dell’originale, o meglio degli originali), una pagina di storia privata e universale, di un destino purtroppo funesto.