Cerco sempre di non abbandonare i libri…ma questo è uno di quelli che non riesco a leggere.
Non è il com’è scritto il problema ma è proprio la trama che non mi coinvolge, anzi…non mi piace proprio. Mi sembra di leggere delle lettere mandate da una specie di *maniaco a una donna che ha seri problemi di solitudine e che accetta di leggere cose bizzarre da questo marpione chiamato Yair.
*Sarà che sto guardando molti true-crime su Netflix ma mi ha ricordato troppo la storia di Michel Fourniret (conosciuto come “l’orco delle Ardenne”) che iniziò la sua relazione con la moglie Monique Olivier proprio grazie a un rapporto epistolare. A quel tempo Fourniret si trovava in prigione e mediante un annuncio pubblicato su un giornale cattolico, si mette in contatto con Monique.
Fourniret (come Yair) utilizza nelle sue lettere un linguaggio molto seducente, si lascia andare con le parole, fa anche un po’ la vittima in certe parti dei suoi discorsi; Monique Olivier, proprio come Myriam, è una donna che soffre un po’ la solitudine e che leggendo questo tipo di lettere si sente in un nuovo mondo dove è lei al centro di tutto. Fourniret/Yair dimostrano com’è facile manipolare e stringere un rapporto (anche intimo) attraverso un linguaggio e una maniera d’approccio originale e ammaliante.