Premessa: dimenticate la Alcott di "Piccole donne", i buoni sentimenti, la letteratura didascalica per l'infanzia e compagnia bella che qualcuno di voi avrà amato e che qualcuno invece avrà trovato decisamente indigesto: qui siamo di fronte a tutt'altro ed è proprio questo che rende, secondo me, interessante il libro.
Ma andiamo con ordine ..
Quando lo scorso anno, partecipando ad un gruppo di lettura, ebbi l' occasione di rileggere Piccole donne (nella ottima edizione integrale ed annotata di Feltrinelli che vi consiglio) con uno sguardo inevitabilmente critico ed adulto mi soffermai con attenzione sulla figura di Jo ( al di là della immedesimazione infantile che poteva avermi caratterizzato a 6 anni😅) in quanto considerata alter ego dell' autrice. C' è un passaggio nel libro nel quale la ragazza viene rimproverata dal padre per i le sue prime pubblicazioni poco edificanti ( a suo dire) che le avevano portato qualche agognata (ed estremamente necessaria al bilancio familiare) entrata, invitandola a scrivere decisamente qualcos'altro: più appropriato per il suo sesso e più edificante. Non mi dilungo in questa sede, se siete curiosi vi invito a dare uno sguardo alla biografia dell'autrice ( e del papà: https://www.britannica.com/biography/Bronson-Alcott), ma questo fu esattamente quanto accadde nella realtà.
L.M.Alcott aveva infatti iniziato la sua carriera con testi decisamente diversi, come questo appunto, ma fu proprio il desiderio di accondiscendere ed uniformarsi alla volontà paterna (non credo, leggendo la sia biografia, che il complesso di Elettra le fosse estraneo) che la portò a ( io direi purtroppo 🥺) correggere il tiro.
*SPOILER*
In "Dietro la maschera" ambientato in Inghilterra metà Ottocento, protagonista è Jean Miur, che per sbarcare il lunario è costretta a fare l' istitutrice. Qualcosa rievoca nel nome un'altra istitutrice (la Jane Eire di brontiana memoria) ma al di fuori dell'assonanza, presumibilmente voluta, i punti di contatto si fermano lì .
Jean non ha nulla delle Piccole Donne, né dell' eroina brontiana: non è bella, non è dolce e remissiva, ma è scaltra e decisa nel perseguire i suoi obiettivi. Arrivata nella famiglia Coventry, metterà in luce gli aspetti negativi di ciascuno componente, smascherando l' ipocrisia e il classismo di ciascuno di loro, ma conquistandone allo stesso tempo la fiducia e la stima. Per farlo però userà qualunque mezzo, ricorrendo anche all' astuzia ed all' inganno ( oltre alla seduzione !) se necessario. Jean è a tutti gli effetti una antieroina e ci si aspetterebbe per lei una punizione esemplare ( in linea con tanta letteratura dell' epoca)....e invece...
Questo è l'aspetto maggiormente moderno del romanzo, che non è un capolavoro, ha qualche momento di lentezza ma si legge con piacere, con personaggi ben caratterizzati ed una protagonista originalissima che non si dimentica.
Per approfondire la scrittrice che forse, se fosse riuscita a vincere i condizionamenti paterni, forse ci avrebbe lasciato qualcosa di molto diverso e per non fermarsi alle apparenze.
Jean Muir, definita a più riprese una "graziosa piccola donna", va a servizio presso una famiglia e si fa benvolere da tutti. Ma non è assolutamente quella che sembra...quali saranno le sue vere intenzioni?
Volevo dare tre stelle a questo libricino "gotico" scritto da una Louisa May Alcott dalla scrittura ancora acerba ma già molto interessante...poi il racconto autobiografico finale "Come accadde che andai a servizio" (resoconto ironico e amaro insieme dell'esperienza vissuta da Lousa May come governante in una casa) e l'originalità del finale mi hanno fatto regalare una stella in più. Sostanzialmente non è una lettura imperdibile: la scelta dell'autrice di rivelare subito al lettore la vera natura di Jean toglie molto pathos alla vicenda, che si dipana un po' lenta per poi essere invece troppo affrettata nelle ultime pagine. Ma per chi fosse interessato ad approfondire la figura dell'autrice, in cui c'è molto più di quel che Piccole donne potrebbe far pensare, costituisce un tassello interessante del mosaico. E poi come non apprezzare il sottile ma spietato femminismo della Alcott? xD Non ho mai letto un romanzo in cui gli uomini sembrassero stupidi e manipolabili quanto in questo ^^'
Come la maggior parte dei lettori, ho conosciuto Louisa May Alcott grazie a Piccole donne. Poi un giorno ho scoperto per caso Un lungo fatale inseguimento d'amore e mi sono divertita tanto. Ma tanto. La Alcott ha costruito storie per adulti dai meccanismi perfetti, un sapiente mix di suspence, horror, amore, bugie, misteri e colpi di scena. Non fa eccezione questo triller incentrato sulla diabolica figura della governante Jean Muir. Segue e completa un delizioso racconto autobiografico, scintillante e ironico, sull'esperienza fallimentare della giovanissima Louisa come dama di compagnia. Davvero consigliato :-)