Giorno dopo giorno, il vecchio solitario Elzéard Bouffier pianta 100 ghiande al giorno. Dopo alcuni decenni, quelle che erano colline desertiche sono un enorme bosco verdissimo.
Un libro magico, magico proprio perché semplice, e come ogni cosa semplice... eversivo. Cosa c'è di più eversivo del creare bellezza come fa l'uomo che pianta gli alberi? Da prendere come esempio e come arma contro i geometri, gli assessori, gli immobiliaristi che hanno in mano, ormai, il paesaggio italiano. Costruttori di orrori, creatori di malesseri. A Elzéard, invece, "più di diecimila persone devono la loro felicità".
Una piccola storia, fatta di suggestioni. Una memoria grata per chi in silenzio lasciò un segno. Giono scrive poche pagine per ricordare Elzeard Bouffier, un uomo che lasciatosi spingere dalla vita alla deriva, spese i suoi giorni a pascolare pecore ed a respirare la silenziosa solitudine dei monti di Provenza, gli stessi che Giono amò. Ma quel silenzio scarruffato dai venti il pastore lo impiegò a seminare querce, faggi, betulle... Lo fece come atto d’amore, su un suolo ed una terra che non gli appartenevano. Per il solo amore di vedere attecchire la vita, di trasfondere energia ed una sorta di speranza in quella terra spazzata dai venti impetuosi e dalla ottusa ferocia dell’uomo. Vi lasciò una foresta ed un paesaggio ingentilito, ove la Natura, quasi commossa, prese a credere in quell’atto ostinato e generoso. Giono asseconda la vicenda, vi si pone come testimone, un testimone intimamente partecipe. A lui dobbiamo questa sorta di piccola favola e la coscienza che nessuno di noi è inutile, in potenza, se solo sappia porsi a quanto lo circonda con animo umile. Nel vedere un albero attecchire e crescere, farsi adulto fusto e lasciare che le brezze da ogni dove sappiano far musica delle sue fronde, io credo stia la minuta magia dell’esistere, il più profondo del sentirsi parte di qualcosa di grande. E piantare alberi è un dolce rito pagano, un offrire al mondo stesso il suo perpetuarsi. E’ il sogno di sentire il ritmo di quelle foglie, di quel segreto battito cardiaco, penetrare e farsi proprio. E’ anche il mio sogno.
Un libro per chiunque riconosca Dio, od un Dio, in ogni bosco, in ogni foresta.
Questo libro somiglia un po' a quei piccoli sassi che si incontrano per caso, sulla spiaggia o lungo una strada di campagna, o comunque ogni volta che si è ben disposti nell'osservare le piccole meraviglie della natura.
E' semplice ma non banale, è breve ma non potrei immaginare una pagina in più. Contiene il silenzio e la dignità dei piccoli gesti che, giorno dopo giorno, diventano grandi.