Proprietà transitiva della differenza

Intimo.
Così intimo da farti entrare completamente nella vita del protagonista di cui non condividi né sesso né età né indole né vissuto.
Profondo.
Così profondo da suscitare empatia pur nella diversità delle situazioni.
Ma certe emozioni sono universali, e ti rendono permeabile alla commozione.
Qui sono descritte magnificamente e il senso della solitudine ti pervade anche se così solo non sei mai stato.

"Il mio corpo era caldo e il mio animo divertito, ma ero solo, non soffrivo di solitudine ma di fatto ero solo, e il mio sguardo lo asseriva senza mezzi termini, era lo sguardo inerte di chi sa soltanto ascoltare"

Sofferto, sentito - bello.

Nov 2, 2015, 7:35 AM
JPM

Il dolore crea pareti, argini, talvolta delle dighe impedendo un dolce e regolare deflusso della vita.
L'assenza di un amore, la perdita di un amore crea pareti attraverso le quali si ascolta indifferenti, come si ascolta un brano mentre si cucina o si svolgono le faccende di casa.
Le parole non dette, quelle pensate ma inespresse, devono incontrarsi, devono intersecarsi, devono interagire per l'elaborazione del dolore e in questo modo, quasi per incanto, la parete diverrà sipario, diverrà una finestra su un nuovo mondo e su orizzonti luminosi.
La parete sottile di Enrico Regazzoni è arrivato al centro di me, al mio nucleo, ha bussato alle porticine nascoste dentro me.

Sep 2, 2015, 6:16 AM

E' molto difficile scrivere una recensione a questo libro, perché ha suscitato in me tante emozioni e ho paura di esaltarlo troppo e al tempo stesso di fare una pessima recensione....
Mi concentro....ci provo.

Prima di tutto la narrazione, scorrevole anche se in alcuni tratti il protagonista secondo me divaga un po' troppo e alcune parti del libro sono risultate (a me) mortalmente noiose. Tolte queste senza dubbio un libro eccelso. Non si dilunga troppo su descrizioni se non verso la fine ma comunque non scade mai nella noia, le descrizioni sono necessarie al senso del libro.

Seconda cosa la musica, che mi ha fatto venire in mente un bellissimo ricordo della mia infanzia. Forse in qualche altre libro era venuto fuori questo ricordo, comunque ho sempre adorato il pianoforte e dalla finestra della mia camera nella casa dove ho abitato fino ai 13 anni, soprattutto d'estate quando era aperta, riuscivo a sentire dalla casa di fronte qualcuno che suonava il pianoforte.
Mi lasciavo rapire dalla musica struggente a volte, più spesso quando pioveva o quando aveva appena finito di piovere, che dentro casa fa caldo e appena smette tu riapri le finestre, e tra gli alberi del giardino filtravano i primi raggi di sole, sentivi le foglie sgocciolare e questi suoni struggenti. Con il sole invece erano suoni freschi e vivaci, allegri che mi facevano stare lì con gli occhi chiusi a sognare di mondi infiniti.
Questo ho fatto mentre leggevo, non c'era il muro che divideva la stanza del protagonista dalla vicina che suonava, c'era la mia finestra aperta sul giardino, c'erano gli alberi e le mie fantasie sul ragazzo che suonava.

La terza e ultima cosa il lutto, non facile per me da affrontare. Fino a due anni fa, quando ho perso mio papà, non mi ero resa conto che la maggior parte della mia vita si fondava su un vuoto, nel caso del protagonista il suo vuoto era il papà che mancava, nel mio caso invece era la me stessa che mancava all'ombra di un papà dalla personalità forte. Il vuoto da colmare mi ha accompagnato per tutta la vita, fintanto che affrontando il vuoto rimasto non ho scoperto di avere già un vuoto precedente. Lo riempivo con la mia immaginazione, con la mia fantasia, e al tempo stesso respingevo tutto e tutti per non rovinare quei mondi fantastici e irreali che secondo me rendevano la mia vita perfetta. Leggerlo tra le righe è stato un continuo essere schiaffeggiata, fintanto che non ho preso coscienza che da quando ho visto il vuoto, ho imparato a conoscerlo, ho imparato a riempirlo di cose nuove, ho scoperto che da parecchi mesi non sogno più i mondi infiniti e fantastici che prima mi accompagnavano. Ho smesso completamente di farlo. Il che non significa che non ho più immaginazione, semplicemente ce l'ho come una persona normale e piena.
Sembrerà brutto, perché lo è, ma a volte dal lutto può nascere qualcosa di nuovo e inaspettato.
Leggerlo tra le righe è stato un viaggio nella mia vita, a tratti piacevole a tratti doloroso, ma che dovevo fare, dovevo vedere scritte certe cose per sapere che non erano solo mie sensazioni.
Credo di poterlo definire un libro grandioso, ma forse perché l'ho letto con i miei occhi e il mio cuore.

Mar 26, 2015, 4:10 PM