Se il romanzo "I misteri di Marsiglia" è giustamente annoverato tra le opere minori di Zola, non merita però di essere considerato un'opera minore tout-court: è sicuramente più convenzionale, sia nei contenuti che nello stile, dei romanzi successivi, ma contiene già gli elementi che faranno la grandezza dell'autore. Nonostante alcune ingenuità e alcune situazioni un po' forzate, il romanzo si legge d'un fiato, né delude la rappresentazione spietata e realistica dei "vizi" di Marsiglia, quegli stessi che ci affliggono tutt'ora e che, a distanza di sue secoli, non han cessato di condannarci al peggio di noi stessi. Pubblicato a puntate su un giornale per sbarcare il lunario, risulta opera molto più convincente della media dei romanzi pubblicati oggi, e decisamente più incisivo di qualunque best-seller ci adocchi dalle librerie. L'avesse scritto oggi, si griderebbe al capolavoro. Il che dice molto anche della disgrazia del nostro presente.
UNA RAGAZZA DI BUONA FAMIGLIA BIANCA PERDE LA TESTA PER UN RAGAZZO DEL POPOLO FILIPPO FUGGENDO CON LUI , E RIMANENDONE IN CINTA ,ACCENDENDO NEL SUO ZIO E TUTORE CAZALIS UN ODIO SENZA FINE .RICERCATO E BRACCATO FILIPPO TROVERA' IN MARIO SUO FRATELLO UN ALLEATO FEDELE ,FINO ALLA FINE ,CHE CERCHERA' IN TUTTI I MODI DI SOTTRARLO DALLE GRINFIE DEL NOBILE FERITO.
ROMANZO CHE CI SPIEGA I VARI ASPETTI DELL'UOMO DINANZI AL BIVIO FRA AMORE E ODIO FRA DENARO E LIBERTA' CHE PUR ESSENDO STATO SCRITTO NELLA SECONDA META' DELL'OTTOCENTO SI PUO' TRASFERIRE COMODAMENTE AI NOSTRI GIORNI CON LO STESSO SIGNIFICATO E ATTUALITA'. ZOLA ? UN GRANDE.