Questo è il Paasilinna che mi piace! Ironico, divertente talvolta anche profondo. Questo è certo un libro che fa riflettere ...."Grazie al suo humor irriverente e ai suoi personaggi anarchici, folli e ribelli, Paasilinna rivolta come un calzino il topos letterario dell'isola deserta e inventa un'esilarante avventura utopica dove si scopre che con un'equa distribuzione delle ricchezze, una maggiore giustizia e una liberazione da ogni sovrastruttura "civile" si può anche raggiungere la felicità. Forse."

Jan 16, 2010, 5:47 PM

Dopo Robinson e Venerdì, le isole misteriose, le inquietanti proiezioni del Signore delle mosche, ecco Paasilinna cimentarsi con i Tropici, nella fattispecie una isola Melanesiana dove trovano rifugio una assortita miscela di infermiere, ostetriche, medici tra norvegesi e svedesi, piloti ed hostess inglesi ed un raffinato consesso di taglialegna finlandesi. La trama non aggiunge novità essenziali al tema dei naufraghi su un’isola deserta, e quindi non aspettatevi sorprese. Il fatto che vi siano numerose ostetriche destinate ad educare i popoli in sovrannumero alla contraccezione consente al nostro estroso finnico di giocare con spirali e la allegra promiscuità di cotanti scandinavi. Insomma, un simpatico divertissment ove l’autore de L’anno della lepre sembra aver lasciato i solipsismi boscherecci e meditativi, il grigio stemperarsi delle disillusioni nordiche nella perdita nella natura, tra interminabili foreste e laghi silenti: dalle combriccole vocianti di aspiranti suicidi alle avventure surreali di pastori senza fede ed orsi pare abbia di recente racimolata una vocazione ad una socialità più manifesta e meno ripiegata su se stessa. Mentre Piccoli suicidi tra amici alla lunga mostrava la corda protraendo aneddoti sempre meno ispirati e stagnando anche stilisticamente, bisogna ammettere che qui si sorride fino in fondo a leggere le brevi e compatte avventure di questi nordici dispersi lontano da casa. E tra le bellezze della natura, donne allegre e piacenti, vispi taglialegna ed una garbata strizzatina d’occhio all’abbandono della grigia realtà domestica europea, ecco che si arriva alla fine con simpatia e senza noia. Deposto l’agile Iperborea mi ritrovo a canticchiare le strofe che Conte affidò alla voce di Lauzi tanto tempo fa: non c’erano scandinavi ma in nove righe diceva tutto, allegria ed ironia compresa:
Stupende l’isola è, il clima è dolce intorno a me.
Vi sono palme e bambù, è un luogo pieno di virtù.
Steso al sole ad asciugare il corpo e il viso,
guardo in faccia il Paradiso.
Onda su onda il mare mi ha portato qui:
ritmi, canzoni, donne di sogno, banane e lamponi;
Onda su onda mi son ambientato ormai
Il naufragio mi ha dato la felicità
Che tu non mi dai….

Feb 7, 2010, 3:46 PM
Il tocco leggero di Paasilinna

In questo ultimo titolo di Paasilinna tradotto da Iperborea ho ritrovato un tocco leggero e insieme profondo che mancava negli ultimi libri dello scrittore finlandese. La storia e' come al solito irreale ma questa volta c'e' un livello di testo piu' profondo che, mi sembra, tira in ballo anche le convinzioni politiche dell'autore. Non al livello dell'impareggiabile (per me) Mugnaio urlante, ma senza dubbio uno dei migliori di Paasilinna. Lettura piacevole, da fare anche tutta di un fiato, come e' capitato a me.

Dec 7, 2009, 1:44 PM