Sì, è vero, ho un debole per gli epistolari. Leggere l’uomo, andare oltre l’artista e la sua produzione; forse in questo c’è anche del voyeurismo, non lo escludo.
Sì, tutto questo è vero, ma questo epistolario ha qualcosa in più degli altri che ho letto, le lettere ci raccontano insieme la storia tragica di un grande poeta perseguitato dal regime stalinista e insieme la grande, immensa, storia d’amore che lega il poeta alla moglie Nadežda. Un amore che da ossigeno alla coppia anche nei momenti più bui della loro vita travagliata. La lettera che chiude il libro, scritta da Nadežda, al marito, da sola giustificherebbe la lettura di questo meraviglioso epistolario.
Questo dialogo a una voce è di un’intimità celeste, cosmica. Si amalgama alla materia greve del mondo rimanendone distinto. Meriterebbe di trovare consolazione sospeso nello spazio.