Basta poco per sentirsi soli
di Grazia Cherchi
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Descrizione
QUARTA DI COPERTINA
Suona qualcuno, la porta viene aperta. Squilla il telefono, la cornetta viene alzata... E arrivano o si fanno seri-tire gli altri, gli « amici », gli invadenti, i frustrati, i disperati, gli ansiosi: tutti coloro che se ne stanno così saldamente conficcati al centro del proprio io da farsi sempre un'idea molto vaga di tutto ciò che non li riguarda. Da sola, assolutamente priva di difese efficaci che non siano frasi ironiche e perciò svianti, la voce narrante (e protagonista perseguitata dalla sorte) non ha scampo. Si direbbe che non lo cerchi neppure, e che abbia deciso di portare senza troppi lamenti la croce priva di delizie che è il tentativo di dialogare. Questi sbrigativi e fulminei racconti sono così irti di dialoghi proprio perché i dialoghi sono impossibili. Perciò l'amaro e sommesso controcanto con cui la protagonista cerca di insinuare nella mente degli interlocutori il sale dell'autocoscienza (e il senso della discrezione) ha sempre la peggio. Il liscio muro della sordità o del travisamento si erge come un incubo davanti all'eroina bastonata e inutilmente in fuga.
Nell'universo claustrofobico di questi amichevoli, professionali e micidiali tète-à-tète non ci sono che stanze piene di fumo, sale da tè, autobus, taxi (qualche volta) e cabine telefoniche da cui verranno avviati chissà quali altri scambi di battute: luoghi chiusi nei quali, poco dopo il respiro verrà a mancare, perché si riempiranno fino alla saturazione di confessioni inopportune, richieste indebite, cieche lamentele, benevoli ricatti, emanazioni del generale Narcisismo Infelice e senza remore che affligge la cosiddetta società culturale. Insieme, vicini, parola su parola, frase contro frase, senza che nulla accada di quello che si dice, in un crudele e comico regime di equivoco, evadendo per pochi minuti o rientrando nella gabbia del mondo, « basta poco per sentirsi soli ».
─ Alfonso Berardinelli
Grazia Cherchi è stata tra i fondatori, nel 1962, della rivista «Quaderni piacentini». Attualmente vive e lavora a Milano, dove è consulente di una casa editrice per la narrativa italiana. Tiene su « Panorama » una rubrica di anticipazioni editoriali, "Vistosistampi".