Il tunnel
Novecento nel Duemila, 21
di Ernesto Sabato
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Descrizione
Storia d’amore che si trasforma in ossessione e sfocia in omicidio, il primo romanzo di Sabato, apprezzato tra gli altri da Albert Camus, Thomas Mann e Graham Greene, è una meditazione sulla condizione patologica dell’artista o, più in generale, sulla patologia della conoscenza. La voce narrante è quella di un pittore, Juan Pablo Castel, un uomo timido e a volte rabbioso che, sconvolto dagli imprevisti e dai cambiamenti repentini, vive nella «totale solitudine». A ritroso, dopo il processo che l’ha condannato a scontare la sua colpa, partendo dal suo delitto ripercorre con impietosa lucidità il proprio amore per María Iribarne, sposata con un uomo che forse tradisce anche con altri. Lei, unica residua possibilità, sebbene parziale, di comunicazione e di tramite con il mondo, è stata la sola a provare davanti a un suo quadro le sue medesime emozioni. Nasce la speranza per Juan Pablo di uscire da quel «tunnel» in cui è prigioniero, fino a quando non si accorge che questa via d’uscita è irrealizzabile e, in un crescendo di drammatico delirio, distrugge l’oggetto stesso della sua allucinata e contorta passione.