Lucy
di Jamaica Kincaid
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Descrizione
A diciannove anni, Lucy decide di lasciare la sua famiglia e l'isola dei Caraibi dove è nata, per andare avivere - au pair in una qualsiasi impeccabile famiglia della media borghesia East - negli USA. Sembra l'avvio di una vicenda paradigmatica, di una storia con evidentissime corrispondenze anche mediterranee. E in un certo senso lo è: Lucy incarna, sia pur con singolare grazia, l'aspirazione di ogni ventenne del terzo e quarto mondo ad approdare e a stabilirsi in una delle nazioni ricche dell'occidente. Per questo - quando la facciata sobria ed elegante di una famiglia bella, benestant e apparentemente felice si sgretolerà - il frastuono, lo sbigottimento, la delusione saranno molto forti, saranno spaventevoli; perché è il sogno americano che ancora una volta si rompe: ma esso si rompe per chi l'ha sognato con una completa ingenuità, con un'assoluta innocenza. Con una scrittura insieme esigente e straordinariamente immediata, che dà un timbro inconfondibile al romanzo, J.K. ha anche raccontato una singolarissima educazione sentimentale. Nell'iniziazione erotica, nell'esperienza di un dramma famigliare inaspettato, nell'amicizia-sodalizio con una coetanea, nell'impatto con la logica e i meccanismi del guadagno e del lavoro, nelle stesse piccole traversie della via quotidiana, si coglie sempre un segno: quello di un apprendistato totale. La giovane donna che lo racconta nel libro riesce a conquistare la stupita e istantanea immedesimazione del lettore.