Nero Wolfe e il morto che parla
I Classici del Giallo n. 400
di Rex StoutTraduzione di Ida Omboni
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Descrizione
All'estremità ovest della Trentacinquesima Strada di New York City, a meno di un'isolato dal fiume Hudson, c'è una casa celebre non per la sua architettura, ma per chi la abita. Quattro piani, se si conta la serra sul tetto; la facciata di arenaria e la tradizionale gradinata che porta all'ingresso. Qui, abita Nero Wolfe con il suo braccio destro biografo Archie Goodwin; con Friz Brenner, maggiordomo-cuoco-tuttofare, e con Theodore Horstmann, addetto alle orchidee. Il visitatore che si avventura su per i sette scalini che portano a quell'olimpo del genio investigativo si trova a contemplare la propria immagine su una lastra di cristallo, ma ignora che dall'altra parte la lastra è trasparente: qualcuno sta già osservandolo per decidere dell'opportunuità o meno di aprirgli la porta. In caso affermativo è Archie Goodwin a fare gli onori di casa. In questo caso i visitatori sono addirittura quattro, fanno parte dell'Associazione Nazionale degli Industriali e sono chiamati in causa per la morte del Direttore dell'Ufficio Prezzi...